Legali e imprese sostenibili

Gli stati, i governi, le imprese affrontano le sfide della globalizzazione, cambia il mercato, cambiano i protagonisti ed i valori che guidano gli investimenti. Di fronte a logiche di profitto che impongono fenomeni di delocalizzazione a vantaggio di economie di scala, ad innovazioni tecnologiche creatrici di bisogni, a repentini cambi di rotta di strategie imprenditoriali, ecco affacciarsi una nuova fase in cui anche il progresso, ricerca un nuovo denominatore: uno sviluppo sostenibile.

La Sostenibilità, che già nel 2015 si affacciava durante la settantesima Assemblea generale delle Nazioni Unite, con l’adozione della risoluzione “2030 Agenda for Sustainable Development” focalizzata su 17 obiettivi (“Goals”) che di anno in anno vengono monitorati nel loro sviluppo, abbraccia non solo il mondo dell’Energy e dell’Ambiente – che ho prevalentemente trattato in questi anni – e di cui tanto si è parlato grazie anche all’Accordo di Parigi, ma si estende a diversi settori del mercato e di conseguenza del diritto, con implicazioni e riflessi importanti nelle scelte strategiche delle imprese.

Il 6 luglio 2017, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato un quadro di indicatori globali per monitorare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in questo contesto si configurano iniziative volte a perseguire la “Gender Equality”, operazioni di riqualificazione immobiliare idonee alla crescita della urbanizzazione, interventi in materia sanitaria, e nel settore agricolo, portate avanti a livello governativo e di conseguenza recepiti dal mercato e dagli operatori.

Nell’era del Digital vengono ad assumere pertanto, un ruolo fondamentale, sia le nuove tecnologie e la scelta imprenditoriale conseguente della loro applicazione, sia il ruolo della regolamentazione che tenda ad un controllo di tali sviluppi sul mercato. Si pensi all’intelligenza artificiale, ad esempio, alla sua applicazione a processi ed attività da un lato altamente rischiose quali ad esempio quelle estrattive, dall’altro altamente innovative, come i settori Automotive, ed Healthcare; lo studio di Accenture già qualche tempo fa prevedeva, in questo settore, un mercato da 6,6 miliardi di dollari tra il 2017 e il 2021. Altra testimonianza di questa tendenza è rappresentata sia dalla esperienza “Smart City”, in pole in Europa, Londra, Amsterdam, Parigi, Copenaghen e Stoccolma sia dall’estensione della Blockchain a ulteriori settori rispetto alle Bitcoin, come per esempio la potenziale applicazione all’industria manifatturiera ovvero ai contratti energetici.

Un ulteriore aspetto che, a mio avviso può essere inquadrato, in senso lato, in termini di sostenibilità, è l’aspetto regolatorio. E’ importante ricordare l’esigenza di normare materie che nonostante costituiscano una novità e pertanto uno sviluppo, comportino, allo stesso tempo, impatti determinanti sul mercato e gli operatori ricercando un compromesso tra la comprensione dell’esigenza imprenditoriale e la protezione di situazioni giuridiche meritevoli di tutela. Sotto un certo punto di vista anche il regolamento UE 2016/679 (“General Data Protection Regulation”) direttamente applicabile in tutti gli stati membri dal 25 maggio 2018, relativo al “trattamento ed alla libera circolazione dei dati personali” potrebbe ravvisarsi come uno strumento che determina, tramite l’imposizione di obblighi di trasparenza e tutela, il monitoraggio di uno sviluppo, che sia in una certa maniera, “sostenibile”.

Le nuove sfide che si pongono in questo momento per i legali e che verranno discusse anche nel 57° congresso AIJA- International Association of Young Lawyers 2019 dal 3 al 7 settembre a Roma, sul tema “Sustainability and the Law”, sono rappresentate quindi dall’opportunità di ricercare soluzioni creative e innovative mutuate anche dall’esperienza internazionale che si adattino ad un diritto in continuo movimento in cui gli avvocati rivestono sempre più un ruolo fondamentale a sostegno della crescita delle imprese e dei loro investimenti.

* Studio legale MGM