La Consob merita rispetto

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Non è una questione personale. Paolo Savona è un economista con un passato e una storia compatibile con un incarico come quello di presidente della Consob. Ma ci sono una serie di ragioni che spingono a sostenere che l’Autorità meriti più rispetto. La scelta formalizzata oggi al Cdm passa per un accordo fra Lega e M5s, come avviene in tutte le maggioranze chiamate a prendere decisioni per incarichi strategici.

L’indipendenza dalla politica è un requisito che già con la presidenza di Giuseppe Vegas, nominato dopo gli incarichi da sottosegretario e viceministro nei governi Berlusconi, è stato reso marginale. Restano però i criteri di eleggibilità e il potenziale conflitto di interessi. I ruoli ricoperti da Savona fino a maggio scorso, da direttore di Euklid LTD e presidente del Fondo di investimento omonimo lussemburghese, aprono un potenziale contenzioso. Così come il requisito anagrafico, 82 anni, e lo status di pensionato.

Si possono discutere sia ragioni di merito che di metodo, di opportunità. Già dare un incarico che prevede un mandato di sette anni a un ottantaduenne comporta una scelta che, anche considerando le migliori intenzioni e augurando a Savona lunga vita e piena salute, espone l’Autorità al rischio concreto di una presidenza a tempo. Gli altri fattori accennati aggiungono un altro rischio: è possibile, se non probabile, che la nomina qualora fosse avallata dal Capo dello Stato possa finire in un intricato percorso di ricorsi e sentenze.

La Consob è senza presidente dal settembre 2018, quando Mario Nava è stato indotto dal pressing grillino alle dimissioni: ad essere contestato era il suo status di dirigente della Commissione Ue in distacco. Poi ci sono stati i mesi di continui rinvii per la successione e il tentativo, sempre sponsorizzato M5S, di portare alla presidenza Marcello Minenna, dirigente Consob poi passato come assessore al bilancio nella Giunta Raggi.

Oggi, arriva la decisione che era nell’aria da qualche giorno. Paolo Savona lascerebbe il suo incarico di ministro per le Politiche comunitarie (interim al premier Conte) per andare a guidare l’Autorità di controllo dei mercati finanziari. Resta da passare il vaglio del Quirinale, che già si era opposto alla richiesta di nominare Savona ministro dell’Economia. La decisione del Colle sarà, come sempre, presa dopo un’attenta analisi tecnica da parte degli uffici preposti.

Intanto, diverse domande si pongono rispetto alla capacità di questa maggioranza di selezionare i profili adeguati per le nomine di peso che spettano al governo. Era proprio necessario andare ad aprire un altro fronte di incertezza? Non esistono, all’interno e all’esterno della Consob, profili in grado di assicurare competenza, autonomia e indipendenza? E’ una scelta di merito, basata sulle qualità del presidente individuato, o un nuovo compromesso strategico tra due forze che continuano a coesistere nella maggioranza nonostante distanze sempre più evidenti? Nelle risposte c’è anche, se non soprattutto, il tasso di rispetto istituzionale per un’Autorità nevralgica come la Consob.