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12 Maggio 2020

Come resiste il settore immobiliare

Daniele Scatassi

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Gli effetti della pandemia sul settore immobiliare e l’importanza dei nuovi strumenti digitali, secondo limprenditore Daniele Scatassi.

 

Non abbiamo scelto di trovarci in questa situazione. Costretti a vivere l’emergenza sanitaria chiusi in casa, con le saracinesche abbassate e privati dei legami affettivi. Eppure, proprio in questo momento, ci siamo resi conto di quanto la nostra abitazione sia importante. È proprio da qui che, in questo periodo, siamo riusciti a mandare avanti le nostre aziende. E questo grazie a uno strumento che in molti hanno sottovalutato, eccetto noi: i social network. Con questa nuova emergenza covid-19 l’approccio con il cliente si è modificato e forzatamente divenuto più “tecnologico”: abbiamo quindi avuto la possibilità di mettere in campo tutti gli strumenti digitali offerti dal Gruppo Tecnocasa e di continuare così il dialogo iniziato o addirittura venire in contatto con nuovi potenziali clienti.

 

 

Dinnanzi a questo “upgrade” tecnologico il mio staff ha risposto come credevo: con grande entusiasmo e soprattutto tanta energia ed impegno, prodigandosi nell’accelerare il processo digitale già in corso. Entrando nello specifico del nostro settore, stiamo cercando, attraverso le nuove tecnologie, di aumentare la fruizione della risorsa più importante che abbiamo, il tempo. Dobbiamo avere la possibilità di intercettare e anticipare quel cliente che è alla ricerca di una delle nostre proposte ancor prima di entrare in contatto con lui, per poi poterlo assistere nel miglior modo possibile. Per questo e tanti altri motivi l’ingresso dei social nella nostra quotidianità ha richiesto un maggiore impegno: consolidare la nostra presenza in rete e lavorare sodo anche al di là del canonico orario di lavoro.

 

 

Effetti del Covid-19 sul mercato

 

 

A causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, il mercato immobiliare è stato messo in “pausa”, insieme alla temporanea chiusura delle agenzie. In nostri uffici, sotto consiglio del Franchisor Tecnocasa e del buonsenso, hanno deciso di seguire le prime disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un gesto doveroso verso noi stessi, i nostri collaboratori e l’intero territorio in cui operiamo. Ma grazie all’ottima partenza che il nostro Gruppo ha registrato quest’anno, con grande movimento e numerose compravendite, abbiamo vissuto questo periodo con un solido bagaglio. In questi due mesi non ci siamo fermati e abbiamo accelerato il nostro lavoro: Tecnocasa ha infatti strutturato, attraverso Tecnomedia, la società di servizi del gruppo, una comunicazione omnicanale. Più dettagliatamente, sul nostro portale possiamo corredare gli annunci sia con foto statiche, virtual tour e piantine dinamiche. Si può visitare la casa e camminare al suo interno senza entrarci fisicamente, e questo anche grazie al servizio “prima visita”, messo a disposizione dal portale di Tecnocasa, che consente una vera e propria visita interattiva da remoto, guidata dal nostro agente in contatto telefonico con il cliente.

 

Ma il nostro settore non è immune al coronavirus. L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa prevede un rallentamento delle compravendite e un ritocco del prezzo degli immobili. Sarà da vedere in che modo reagiranno imprese e famiglie, e in questa partita un ruolo di primo ordine lo avranno gli istituti di credito, con il loro atteggiamento verso l’erogazione del credito nella fase post pandemica. Ovviamente, ciò che non possiamo prevedere è la durata dell’emergenza. Oggi più che mai è importante aiutare le imprese, al fine di scongiurare una crisi dei settori produttivi e delle aziende, aiutando in questo modo famiglie e lavoratori.

 

Quanto agli effetti immediati della pandemia, questi hanno riguardato soprattutto le locazioni brevi strettamente collegate al settore turistico, come emerge dalle analisi del Gruppo Tecnocasa. Molti proprietari hanno ricevuto disdette e si sono ritrovati con gli appartamenti vuoti. In alcune città ad alta attrattiva turistica potrebbe accadere che alcuni immobili, magari quelli non situati nelle zone più centrali, siano spostati sul settore residenziale, andando ad aumentare l’offerta di questo tipo. Se questo dovesse avvenire si potrebbe registrare un calmieramento dei canoni residenziali, in precedenza cresciuti a causa di una più bassa offerta. Quanto al segmento residenziale, la ricerca di case in affitto prosegue anche in questi giorni. Ci potrebbero essere cambiamenti nella percentuale di chi affitta per motivi di lavoro, alla luce delle stime fatte sulla riduzione dell’occupazione, e anche di chi sceglie di stare in affitto perché potrebbe rimandare la scelta dell’acquisto – e prolungare la locazione – per motivi sempre legati alle incertezze lavorative. Anche sul segmento delle locazioni i nostri esperti affermano che si potrebbero riscontrare dei cambiamenti sulle caratteristiche della casa – spazi esterni, luminosità – anche se è più probabile che il fenomeno si manifesti in chi vorrà acquistare la casa o su chi sa di dover vivere per un lungo periodo in affitto.

 

L’Italia sta mostrando di essere forte e gli italiani di essere un popolo che lotta. Ci siamo spesso criticati e siamo stati criticati ma oggi possiamo dire di essere un esempio per tutto il mondo. Sarà dura ma ne usciremo, e dovremo rendere tutto più bello di prima. Il nostro presidente e fondatore Dott. Oreste Pasquali ci ha chiesto di “non mettere in quarantena la fiducia”. Ce la stiamo mettendo tutta. Dopo un periodo difficile, c’è sempre un periodo migliore.

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