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Il fenomeno degli NPL tra crisi pandemica e diritto dell’emergenza

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Claudia Bugno*

L’incertezza che emerge da ogni crisi economica si riflette, come una cartina di tornasole, sul settore creditizio-finanziario, con effetti che possono estendersi in modo trasversale a tutta l’economia. Un esempio significativo è rappresentato dalla crisi dei subprime e quella dei debiti sovrani: per l’Italia, esse hanno comportato un impatto significativo sul mercato creditizio, aumentando la percentuale di crediti deteriorati sul totale al 16,5% nel 2015. Gli effetti si sono ripercossi in modo trasversale nel settore, portando a modifiche nelle modalità operative degli intermediari bancari, che hanno dovuto ridefinire i propri assetti organizzativi, processi, strategie e priorità. 

Oggi, mentre aumentano i tassi di interesse, e si generano nuovi dubbi sulla capacità dei consumatori di sostenere il servizio dei loro debiti (si veda il recente intervento del Governo britannico per scongiurare una possibile crisi ipotecaria), è utile chiedersi quali misure e strumenti ci hanno lasciato in eredità gli sconvolgimenti finanziari degli ultimi anni, e quali potrebbero essere migliorati per affrontare lo scenario odierno.

Sono queste le premesse di una ricerca condotta dall’Eurispes, istituto presieduto Prof. Gian Maria Fara, nell’ambito dell’Osservatorio Banche, Assicurazioni e Finanza, diretto dal Prof. Luciano Panzani, già Presidente della Corte d’Appello di Roma. 

Questo primo studio approfondito sul fenomeno dei Non Performing Loan (NPL) in Italia, presentato a luglio e condotto dai ricercatori Marco Di Pietro dell’Università La Sapienza, Pierluigi Murro e Giuseppe Salibba della Luiss Guido Carli, Niccolò Usai dell’Università degli Studi di Firenze, si è posto l’obiettivo di comprendere il fenomeno nel dettaglio, analizzandone i profili giuridici ed economici e proponendo azioni sinergiche a livello nazionale, allineate alla strategia europea. 

La ricerca si basa sull’analisi del volume, della struttura e dell’andamento degli NPL nel panorama italiano, con particolare attenzione alla modalità di gestione di tali crediti e agli effetti che essi hanno sulle aziende debitrici. L’obiettivo più ampio del progetto è quello di supportare l’intero sistema paese italiano, puntando a un cambio di paradigma: promuovere un approccio in cui i crediti deteriorati vengono considerati opportunità anziché asset problematici di cui liberarsi.

È importante sottolineare che questo sforzo di comprensione e gestione del fenomeno NPL avviene in un momento di calma apparente per il nostro Paese. Secondo i dati della Banca d’Italia, alla fine di dicembre 2022, i crediti in sofferenza si erano ridotti a 66 miliardi di euro, pari al 2,9% dei prestiti totali, e, nonostante l’NPL-ratio ancora oggi elevato (in media 11,3%), l’Italia mostra un trend decrescente. 

Accanto a strumenti di studio e analisi, occorre avviare un ragionamento più ampio e trasversale, che aiuti a indirizzare l’approccio pubblico e privato sul tema NPL.

Il momento storico richiede infatti di monitorare le azioni dei policy makers e gli interventi di sostegno alle aziende per contrastare le crisi economiche. Si considerino ad esempio gli aiuti di Stato adottati in risposta alla pandemia e alla guerra: essi hanno svolto un ruolo significativo nel fornire liquidità e preservare la continuità economica. Con il loro progressivo phasing-out, è tuttavia essenziale valutare attentamente il loro impatto per evitare il proliferare di crediti deteriorati e incagli nei portafogli bancari.

Allo stesso tempo, è necessario concentrarsi sul ripristino della prossimità territoriale, sia tra le istituzioni centrali e i sistemi produttivi, sia tra il settore creditizio e le comunità locali. Supportare il settore finanziario in azioni basate sulle specificità territoriali può infatti contribuire a sostenere lo sviluppo e la competitività dal livello locale a quello nazionale.

Questo aspetto è di particolare rilievo anche in considerazione di una riflessione maturata con una rete allargata di ricerca e con il mondo della Sicurezza, relativamente alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel mondo degli acquisti di NPL ed UTP per estrarne il valore intrinseco. Queste prime considerazioni porteranno ad un prossimo approfondimento per comprendere e supportare soluzioni di sistema.

*Founder e Managing Director di Futuritaly, strategic advisor con lunga esperienza nel mondo pubblico e industriale.

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