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Approccio indigeno all’imprenditorialità

Claudia Laricchia*

Claudia Laricchia*

Mi chiamo Claudia e sono la prima non indigena leader del Forum mondiale delle popolazioni indigene sulla giustizia climatica, che rappresenta circa 400 milioni di persone in 90 Paesi di cui 20 milioni vivono solo tra le 97 comunità indigene di Assam. Il Forum è fondato da The Forest Man of India, Jadav Molai Payeng, l’uomo che in 30 anni ha piantato un’intera foresta ad Assam, Nord Est India.

Laddove The Forest Man ha piantato una foresta, stiamo ora piantando con lui una nuova coscienza umana, da cui deriva un nuovo approccio all’imprenditorialità. È la missione di Smily Academy, il programma del Forum che co-crea imprese giovanili innovative a partire dall’insegnamento del fattore indigeno.

Perché l’approccio indigeno all’imprenditorialità oggi è cruciale?

Gli indigeni detengono e proteggono l’85% della biodiversità mondiale. Perciò parlare di ESG o SDG senza tali custodi del Creato diventa almeno parziale. A 6 anni dal possibile collasso e preso atto degli effetti già irreversibili dell’emergenza climatica, abbiamo bisogno di accelerare radicalmente le azioni per il clima. Non abbiamo null’altro da perdere ora.

Il ruolo dell’imprenditoria si sta trasformando nella tempesta perfetta delle attuali crisi iperconnesse, figlie dell’implosione di un sistema nato da una mentalità estrattiva e da un pensiero lineare. Fare impresa oggi significa anche calcolare i propri impatti e restare al di sotto di soglie del tutto inverosimili rispetto agli investimenti finora effettuati, tagliando le emissioni di gas serra del 60% entro 11 anni e dell’84% entro il 2050. Al di sopra non ci sarà impresa, perché non ci sarà vita. Un approccio indigeno è adottare una mentalità rigenerativa e un pensiero sistemico. In questo contesto l’acqua è l’esempio perfetto di questo passaggio.

Il caso dell’acqua

L’acqua è uno degli elementi più iconici della transizione ecologica e del passaggio dal mindset estrattivo verso rigenerativo per almeno 3 motivi:

1) Il ciclo di vita dell’acqua e dell’umanità: oggi l’inquinamento atmosferico sta generando una distorsione inedita del ciclo di vita dell’acqua, essendo per altro la maggior parte dell’extra calore generato, assorbito da mari e oceani, concorrendone anche alla maggiore acidificazione. Siccità e desertificazione riguardano già 3 miliardi di persone in aree agricole.

2) L’acqua è nutrimento: da una parte i sistemi agroalimentari utilizzano oltre il 70% di acqua ed è a loro che bisogna guardare per una gestione rigenerativa. Dall’altra, l’impronta idrica del cibo è imprescindibile per comprendere a pieno il proprio impatto ambientale.

3) L’umanità è acqua su un Pianeta che fa acqua da tutte le parti: l’essere umano è composto da acqua e la necessita. Eppure, la inquiniamo e rendiamo scarsa e inaccessibile.

È una relazione figlia della mentalità estrattiva, di chi crede di avere accesso illimitato alle risorse e non ha il senso del futuro.

La via indigena

Il 22 marzo giornata mondiale dell’acqua, sarò con The Forest Man of India nella Foresta di Molai a celebrare la vita con una delegazione di 30 giovani che stanno sviluppando progetti eco-imprenditoriali. Sperimentiamo la formazione al fattore indigeno delle nuove generazioni, nei luoghi dove la rete di Al Gore sta piantando 5 milioni di alberi ed in quelli dove Forest Man ne ha piantati tanti quanto l’equivalente di 13 campi da calcio. Seminiamo il fattore indigeno all’imprenditorialità attraverso 3 fasi: soul, riconnessione con sé stessi; society, riconnessione con gli altri, soil, riconnessione col Pianeta. L’approccio indigeno all’imprenditorialità parte da qui, convinti che ora il futuro o è rigenerativo, o non è affatto, e che questo futuro parta da un passato ancestrale, contaminato dal progresso tecnologico al servizio della biodiversità. E tu? Ce l’hai il fattore indigeno?

*Claudia Laricchia è il Capo della cooperazione strategica globale dell’Indigenous people’s climate justice forum; Ceo Smily Academy; Advisor G7, Official engagement group on gender equality Women7; professoressa EIIS.

 

 

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