Ingegnere, si è formato tra Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Mit di Boston, Imperial College di Londra, Max Planck Institute di Berlino ed EPFL di Losanna. La sua tesi, focalizzata sull’analisi sperimentale del trasporto di particelle nei tokamak, ha vinto il Premio Piovesan 2023. Nello stesso anno ha fondato la startup Proxima Fusion con sede a Monaco di Baviera, spin-off dell’Istituto Max Planck per la fisica del plasma, che progetta centrali a fusione nucleare basate sul concetto di stellarator, un sistema per sospendere nel vuoto la materia ionizzata a 100 milioni di gradi, creando le condizioni per la fusione. I suoi obiettivi sono ambiziosi: “La nostra missione è creare energia illimitata e pulita con la fusione”, ci ha detto. A giugno Proxima Fusion ha chiuso il più grande round di finanziamento della storia europea nel campo della fusione nucleare: 130 mln di euro. “La sfida principale non è economica, ma trovare le persone giuste. Siamo più severi di Mit e Harvard, abbiamo un tasso di accettazione inferiore allo 0,5%. Ai dipendenti però offriamo equity. Non si può costruire un qualcosa di così complesso pensando di fregare i propri compagni di squadra”.