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Domande, risposte e post

C’era una volta la conferenza stampa. Rito stanco, ormai obsoleto nell’era del cambiamento. Oggi ci sono i post, il contatto diretto con gli utenti, i follower, gli amici, secondo il social network scelto. In mezzo, restano i giornalisti. Si ostinano ancora a voler fare domande, come se fossero ancora uno strumento essenziale del loro mestiere.

Poi, ci sono i ministri di un Governo che sta dimostrando un fastidio crescente per le risposte. Soprattutto quando dovrebbero contribuire a spiegare contenuti che faticano a prendere forma. E’ il caso della nota di aggiornamento al Def, con il famigerato rapporto deficit/pil a irrigidire i rapporti con l’Europa e con i mercati.

La scelta di non indicare le stime del pil, quella di non andare oltre gli slogan che accompagnano le misure di bandiera, il reddito di cittadinanza, la riforma della riforma Fornero, la flat tax, autorizzano a pensare che siano dettate non solo dal pochissimo rispetto per il lavoro dei giornalisti ma anche dalla poca dimestichezza con le misure, e le relative coperture, che si vogliono assolutamente inserire in manovra.

Ad alimentare il sospetto, ci sono le stesse parole dei due maggiori azionisti del Governo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il leader della Lega celebra il superamento della “vigliacca” riforma Fornero, “da subito” e “senza penalizzazioni”. E sarebbe interessante sapere come, con una approssimazione minore rispetto ai titoli pubblicizzati, per capire quante possano essere effettivamente le persone interessate. Il leader dei Cinquestelle sventola il vessillo del reddito di cittadinanza per poi affrettarsi, una volta lasciata la scomoda sala stampa di Palazzo Chigi, a parlare agli italiani via Facebook. E il messaggio è chiaro: qualcuno voleva rinunciare a portare il deficit al 2,4% nel 2019 ma, rivendica, “io non ho ceduto”.

Una nota congiunta, poi, fa la sintesi. “Le misure del contratto di governo per il rilancio economico del paese, reddito di cittadinanza, riforma Fornero, introduzione flat tax, assunzione straordinaria forze dell’ordine che saranno contenute, tra le altre, nella prossima manovra partiranno all’inizio del 2019 e saranno finanziate con una copertura di circa 20 miliardi di euro, 10 reddito di cittadinanza, 7 Fornero, 2 flat tax, 1 assunzioni straordinarie. Domani il governo presenterà il def in Parlamento”. Tutto, rigorosamente, tra le virgolette. E qui, il bravo giornalista avrebbe chiesto questa copertura da 20 mld di euro, almeno a grandi linee, dove e come si trova.

Ora, sistemate con poche battute tutte le urgenze della narrazione, restano le domande che non ci sono state. E le risposte che, prima o poi, dovranno arrivare.

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