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Coppola licenziato. È una ritorsione?

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Licenziato in tronco con una PEC a firma del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, mentre era riunito a discutere di costi e di infrastrutture. Neppure un preavviso di qualche giorno, il tempo di passare le consegne e finire i rapporti che stava scrivendo sulle analisi costi-benefici che ancora mancano all’appello. La colpa? Pare di capire, condotta contraria al Codice di comportamento del ministero. È finita così, malissimo, con un fulmine a ciel sereno nella giornata di giovedì, 11 luglio scorso, la consulenza come esperto del professor Pierluigi Coppola, titolare di un contratto con la Struttura Tecnica di Missione della stessa durata dell’incarico del Ministro. Quindi, non in scadenza, e che nessuno immaginava sarebbe stato troncato così di netto.

Nella lettera, nella quale si comunica al professore che la sua attività deve ritenersi conclusa a far data da lunedì 15 luglio, si citano un articolo e un comma di un Decreto Ministeriale che regola il comportamento dei consulenti nei rapporti con il pubblico: questi non devono rilasciare dichiarazioni offensive nei confronti dell’amministrazione e del ministro, né parlare a nome della medesima amministrazione in assenza di autorizzazione.

Pierluigi Coppola non sembra aver violato nessuna di queste regole, o aver tenuto “comportamenti” punibili, a quanto pare, addirittura con l’estromissione dall’incarico. Né gli erano stati contestati in precedenza. Però, pur non essendo incappato in queste fattispecie nelle due interviste che ha rilasciato, ha, di sicuro, commesso un delitto assai più grave: dissociarsi, anche pubblicamente dai risultati dell’analisi costi-benefici elaborata dal gruppo di lavoro guidato dal professor Marco Ponti sulla tratta della Tav tra Torino e Lione.

E contestare, sempre pubblicamente, la metodologia adottata non solo per la Torino-Lione ma anche per le altre opere, confortato in questa sua presa di distanza da oltre 100 professori e ingegneri dei Trasporti delle università italiane riuniti nella Sidt (Società Italiana Docenti dei Trasporti) che hanno espresso parere analogo.

Di un contratto in scadenza a settembre sono, invece, titolari il professor Ponti – lui sì, che di recente ha attaccato a palle incatenate sui giornali il ministro Toninelli – e il suo gruppo di lavoro. Sarà interessante scoprire se anche a lui saranno contestate le medesime colpe. O sarebbe forse il caso di chiamarle con il loro vero nome, ritorsioni?