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22 Aprile 2020

Task force Coronavirus, trasporti assenti

Morena Pivetti

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Commissioni su commissioni di esperti e consulenti per l’emergenza Coronavirus. Se ne è perso il conto, forse siamo a quota sette se conteggiamo anche quelle istituite dai singoli ministri, oltre a quelle alle dipendenze dirette della Presidenza del Consiglio. Eppure, uno, dicasi almeno uno esperto di trasporti e logistica non si è trovato. Non c’è. Neppure nell’ultima nata, la Commissione diretta dal supermanager Vittorio Colao, quella da cui tutti si aspettano le soluzioni per la fase 2, se ne trova traccia.

Nonostante i trasporti siano il settore più esposto, il più delicato per poter dare il “rompete le righe” e uscire dal lockdown. Quello che pone i rebus più difficili da risolvere per ripartire in sicurezza – sia che parliamo di autobus e metropolitane che di treni, aerei e traghetti – e garantire la mobilità dei cittadini: come organizzare e mantenere il distanziamento sociale su mezzi di trasporto che, per definizione, sono “collettivi” e “di massa”?

Si interroga il sindaco di Londra, Sadiq Khan, e propone alle altre metropoli del mondo di lavorare insieme per trovare le soluzioni migliori, si interrogano il sindaco di New York, Bill de Blasio, come il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Si lascia tutto ai singoli amministratori, ognuno per sé, in ordine sparso? Oppure si predispongono linee guida nazionali? Allora com’è che nessun esperto o manager dei trasporti, è stato direttamente chiamato a partecipare?

Il settore, lato passeggeri e trasporto di persone, è anche il più colpito, meglio sarebbe dire devastato, sotto il profilo economico, quello che avrà bisogno della più imponente iniezione di risorse statali per non morire. Aziende pubbliche e private, ferroviarie e di bus, compagnie aeree e aeroporti, linee marittime e porti non fa molta differenza. Anche su questo aspetto non si è acceso, per ora, un faro vero e proprio.

Torniamo alla Commissione Colao, esaminiamo la composizione, i titoli dei 17 prescelti: ampio ventaglio di competenze, di tutto un po’, con prevalenza di economisti, teorici e di business administration, e statistici, anche sociali, consulenti d’impresa, innovatori tecnologici, e ancora commercialisti e revisori contabili, tecnici di diritto del lavoro, sociologi e financo esperti di disabilità, salute mentale e dipendenze patologiche.

Ma esperti di trasporti e mobilità, manager di imprese del settore, che conoscono bene i problemi e possono suggerire soluzioni innovative, no, nessuno. Eppure, esistono, sia gli uni che gli altri. Il nodo del trasporto è il più complesso da sciogliere, quello attorno a cui, stando alle indiscrezioni di stampa, ruotano parecchie delle riflessioni della Commissione Colao per tornare a una “nuova normalità” e a riaprire le imprese. Chissà come, perché e da chi sono stati dimenticati….

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