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2 Luglio 2020

Sosterremo il governo quando funzionerà

Fabio Insenga

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Da che parte state? Qual è il vostro orientamento politico? Sono domande che ricorrono ogni volta che un’analisi si spinge a criticare un provvedimento, una scelta, o anche l’immobilismo e l’incapacità di scegliere. Chiaro che sia prevalentemente il governo di turno l’oggetto delle critiche e delle osservazioni di chi scrive e racconta le conseguenze di una crisi come quella che stiamo vivendo. È altrettanto evidente che assumiamo posizioni nette contro un’opposizione spesso capace solo di strumentalizzazioni e di compiacere una deriva populista e sovranista che non serve a nessuno.

 

Quindi, da che parte stiamo? Facile rispondere: cerchiamo di essere più vicini possibile ai fatti, alla realtà. E cerchiamo di comprenderla e di contribuire a raccontarla. Posto che non esiste una sola verità e che, come tutti, facciamo i nostri errori, puntiamo a stare dalla nostra parte.

 

Ma allora siete la voce delle imprese e del business? Le imprese le raccontiamo e le critichiamo. Valorizziamo quello che fanno, quando fanno cose che funzionano. Cerchiamo di capire dove sbagliano, quando fanno scelte che non riteniamo corrette. E quando sbagliamo noi, cerchiamo di ammetterlo. Fortune è questo. E in Italia stiamo riproponendo lo stesso modello che funziona nel mondo da novant’anni.

 

Una puntualizzazione importante. Non pensiamo di essere migliori di altri, non vogliamo dare giudizi sugli altri. Possiamo permetterci questo approccio perché l’indipendenza è un requisito che l’editore, e la casa madre, ritengono imprescindibile. Esistiamo, se restiamo indipendenti.

 

E il rapporto con le aziende che investono su di voi? Il tema non si può eludere. E il discorso si allarga a tutto il sistema editoriale. Il futuro e la credibilità di un intero settore passa per la correttezza di questo rapporto. E la chiave è la qualità di quello che si produce. Su questo dovrebbero riflettere anche le aziende e la comunicazione d’impresa. Poter contare su testate autorevoli, e riconosciute come tali, deve diventare un valore aggiunto anche per chi ha interesse, legittimo, a veicolare i propri contenuti. La pubblicità e gli investimenti servono a tenere in piedi le nostre aziende editoriali, insieme alle risorse che arrivano dalle vendite e dal contributo dei lettori, a partire dagli abbonati. La sfida è la trasparenza e la correttezza nei rapporti.

 

Ogni critica è benvenuta. E anche qualche insulto ogni tanto ci può stare. Ma affannarsi a trovare il modo di attaccare un’etichetta ‘politica’ a Fortune, oltre a una perdita di tempo, è soprattutto un esercizio inutile: siamo contro questo governo quando, secondo noi, fa poco e male per uscire da questa crisi; saremo i primi a sostenerlo, quando vedremo passi avanti e misure che funzionano.

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