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La salute (e le assicurazioni) al tempo dell’IA

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A.I. intelligenza artificiale assicurazioni

Più di cinque anni fa la compagnia di assicurazione sanitaria statunitense Humana ha deciso di rispondere a questa domanda: potrebbe esserci un modo per prevedere un problema di salute prima che emerga, invece di trattare le condizioni man mano che si presentano, aiutando le persone a rimanere (più) sane?

Quando si utilizza l’intelligenza artificiale per cercare di risolvere problemi di varia natura, il primo passo è capire come raccogliere dati sufficienti per permettere alla “macchina” di fornire risposte più adeguate possibile. Ma nel caso di Humana, e dell’assistenza sanitaria in generale, spesso abbiamo il problema opposto: dati grezzi più che sufficienti, ma una totale assenza di un modo chiaro di utilizzo.

Humana è stata attenta a mantenere un alto livello di sensibilità e riservatezza verso le abbondanti informazioni sulla salute che ha a disposizione. Mantiene tutti i dati sanitari protetti e segue rigide politiche sulla privacy. L’analisi dei dati è sempre riservata, utilizzata solo a beneficio del cliente e mai condivisa.

Obiettivo dell’azienda, gestire questa gamma di dati protetti e sfruttare informazioni, che analizzate, possono migliorare la salute delle persone.

Quindi non basta sapere che una persona probabilmente richiederà una prescrizione questa settimana, ma l’obiettivo è sapere se c’è una probabilità che abbia un infarto nei prossimi mesi.

Humana ha iniziato creando una piattaforma dati che utilizza strumenti di intelligenza artificiale e di machine learning per eliminare i possibili errori ed estrarre le informazioni per modelli e inferenze. Scoprendo, ad esempio, che una persona può essere ad alto rischio di sviluppare una patologia quando c’è ancora tempo per intervenire e ridurre al minimo questo pericolo, o addirittura prevenirlo. All’inizio, l’azienda ha affrontato una delle maggiori sfide nell’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale e di machine learning: prevenire i pregiudizi.

Ha infatti lavorato per offrire un’assistenza equa e inclusiva, istituendo un team di coordinamento focalizzato sulla garanzia che a tutte le persone, indipendentemente da etnia, età o sesso, venga offerta l’intera gamma di trattamenti e soluzioni ai diversi problemi che riguardano la salute.

Tale piattaforma monitora dinamicamente le potenziali lacune nell’assistenza, avvisando i team Humana in modo che si possano concentrare subito sulla soluzione migliore.

Ad esempio, se un paziente non sta assumendo un farmaco critico o ha perso importanti visite mediche, la piattaforma coinvolge il team di assistenza adeguato ad affrontare il problema. Durante la pandemia, questi dati hanno aiutato Humana a capire quale dei suoi clienti avesse bisogno di trasporto verso un centro vaccinale.

Lo stesso tool può anche avvisare un team di assistenza se un cliente sta affrontando ostacoli finanziari e potrebbe non essere in grado di permettersi una buona alimentazione, collegando quella persona con un banco alimentare locale o un gruppo umanitario.

Comunque, l’assistenza sanitaria non può avvenire senza gli esseri umani, non importa quanto sofisticato possa essere un algoritmo. Le previsioni che Humana può ora fare sulla salute dei suoi clienti consentono ai medici di avere informazioni più puntuali, di prendere decisioni che si traducono in cure proattive e di migliorare la salute generale dei propri pazienti.

L’intelligenza artificiale a supporto delle strutture sanitarie sta già aiutando tutti noi a comprendere cosa significa e cosa fare per essere più sani, è una tendenza inarrestabile e siamo solo all’inizio di un percorso che ci riserverà molte sorprese.

Gianluca Zanini è partner di Excellence

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