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Smart meters, anche a Napoli la lettura del contatore dell’acqua si fa da remoto

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Abc Acqua Bene Comune è l’azienda speciale che gestisce l’acqua per conto del Comune di Napoli. Nel contesto dell’evento ‘L’innovazione come motore di sviluppo per la Campania e le sue imprese’, il direttore generale Sergio De Marco ha spiegato a Fortune Italia le importanti innovazioni – su tutte gli smart meters – che saranno introdotte in azienda e che consentiranno un uso della risorsa idrica sempre più mirato e all’insegna dell’efficienza energetica. 

Ci parli di Abc, l’azienda speciale responsabile della gestione del servizio idrico del Comune di Napoli. 

La trasformazione in azienda speciale è stata una volontà della precedente amministrazione, che ha inteso rafforzare ulteriormente la natura già pubblica della società. Per statuto, Abc non può fare profitti e deve reinvestire gli eventuali utili di esercizio nell’ammodernamento dei suoi impianti.  Credo sia un’intenzione assolutamente condivisibile nei principi. Il rovescio della medaglia è che l’azienda speciale introduce nella gestione operativa dell’azienda una serie di lentezze e farraginosità che complicano non poco le cose. 

Che cosa sono gli smart meters e come cambieranno il rilevamento dei consumi nella città di Napoli?

Partiremo con l’installazione di 30.000 contatori in telelettura. Sono contatori di ultimissima generazione, che acquisiscono il dato in tempo reale e quindi permettono, da una parte, la lettura da remoto, senza che un operatore debba bussare casa per casa, vedendosi spetto negato l’accesso, con tutte le difficoltà e le contestazioni del caso. Dall’altra, sono anche degli strumenti di misura, che consentiranno la costruzione di quel bilancio idrico essenziale per il controllo delle perdite. Se io so, in ogni momento, quanta acqua consuma l’utenza all’interno di un distretto di rete, posso fare un bilancio quasi in tempo reale e capire quanto il distretto in questione sia affetto da perdite. A quel punto si può capire quanto investire per individuarle e ripararle.

Qual è ad oggi lo scenario della telelettura in Italia?

È la nuova frontiera dei servizi idrici. In Italia abbiamo ancora un water divide fra il Nord e il Sud del Paese. Nel Centro-Nord molte aziende, quasi tutte pubbliche, si stanno orientando con convinzione verso l’acquisto e l’installazione di contatori in telelettura, anche noti come smart meters. Noi abbiamo voluto approcciare questa nuova possibilità in modo un po’ cautelativo, comprando un numero di smart meters che coprirà il 10% del fabbisogno. Aspettiamo di vedere gli esiti della campagna di installazione. L’obiettivo è quello di puntare poi ad estenderli anche al resto della città. 

È una tecnologia che faciliterà anche il pagamento delle utenze da parte di tutti? 

L’operazione servirà anche a facilitare la riscossione. Una fatturazione che si basa su dati puntuali di consumo, ottenuti con misuratori digitali. Così avremo l’emissione delle fatture in tempi certi, con consumi reali e non stimati e soprattutto senza che possano essere oggetto di contestazioni. È giusto che l’acqua sia pagata da tutti. Devo dire però che Napoli è a tal proposito una città abbastanza virtuosa: Abc riscuote l’85% del suo fatturato. Sono numeri importanti e rispetto ad altri contesti del Sud Italia rappresentiamo senza dubbio un’eccellenza. 

In Italia si assiste, in modo particolare al Nord, ad un’emergenza siccità. Com’è messa Napoli da questo punto di vista?

Napoli è fortunata dal punto di vista siccità. Trae infatti la sua fornitura primaria da fonti diverse. La diversificazione delle fonti è di per sé una condizione di sicurezza. L’acquedotto del Serino copre tra il 40 e il 55% del fabbisogno, a seconda che l’anno sia più o meno nevoso. Il resto arriva dall’acquedotto della Campania Occidentale, poi dagli acquedotti del Torano-Biferno e Maretto. Possiamo quindi reggere anche un anno particolarmente siccitoso come questo, peraltro siccitoso al Nord perché invece sui monti della Campania ha nevicato in maniera piuttosto cospicua. 

È vero, come si dice, che la bontà del caffè napoletano è legata alla qualità dell’acqua?

È proprio così, Napoli è baciata da Dio. L’acqua del Serino, trasportata dallo stesso acquedotto realizzato nel 31 a.C. dall’imperatore Claudio, oltre ad avere un buon sapore, è un’acqua dalle qualità chimico-fisiche ed organolettiche straordinarie. Ha il giusto rapporto di concentrazione tra sali, carbonato di calcio, durezza ed acidità. Un elemento decisivo, insieme alla sapienza e alla genialità dei napoletani. Il discorso non vale solo per il caffè, ma anche per il pane o la pizza e per tutti quegli alimenti nella cui preparazione l’acqua gioca un ruolo centrale. 

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