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Piano di Mediobanca per distribuire 3,7 miliardi agli azionisti

Mediobanca punta a distribuire ai suoi azionisti 3,7 miliardi cumulati in tre anni, il 70% in più di quanto distribuito nell’ultimo quadriennio: 2,7 miliardi di dividendi, distribuiti sulla base di un payout al 70% e introducendo un acconto da erogare a maggio, e 1 miliardo dal riacquisto di azioni proprie. Tutto previsto  nel nuovo piano ‘One brand – One culture’.

La notizia resa nota è molto apprezzata in Borsa: il titolo guadagna l’1,9% in una giornata nera per il listino. Per farlo Piazzetta Cuccia preme sull’acceleratore sul wealth management, accanto alla storica attività di banca di investimento, con l’obiettivo di diventare tramite CheBanca!, ribattezzata Mediobanca Premier, e tramite il private banking, leader italiano nella gestione del risparmio e dei grandi patrimoni, anche di quelli degli imprenditori.

In questo comparto Mediabanca resta aperta a una grande acquisizione e per finanziarla è disposta, se servisse, a cedere l’intera quota del 13% in Generali, che per ora tuttavia preferisce tenersi stretta. Non solo per il contributo ai ricavi (+6% a 500 milioni nel 2026) ma soprattutto all’utile. “In teoria è possibile. Possiamo disporre di tutta la quota di Generali se si presentasse una grande acquisizione”, ha detto l’amministratore delegato Alberto Nagel chiarendo tuttavia che ci sono più ragioni a restare nel Leone che non a vendere: “abbiamo solo vantaggi a tenerla. Possiamo cambiare solo in caso di alternative basate sui fatti, non su fantasie”.

L’ approccio “olistico e sinergico” del piano riguarda tutte le attività del gruppo, compreso il credito al consumo di Compass che continuerà a essere la prima fonte di ricavi (+5% l’anno per arrivare a 1,3 di miliardi nel 2026) e di margine di interesse soprattutto in questa fase di rialzo dei tassi. Per centrare l’obiettivo finale del piano di 3,8 miliardi (+6%) di ricavi complessivi decisiva sarà la crescita, pari al 10% all’anno, dei ricavi del wealth management, destinati a raggiungere oltre 1 miliardo con una crescita per linee interne grazie a 1.500 di professionisti di cui 1.350 nella rete Premier (+25%).

Non solo supererà i 900 milioni di ricavi (+11%) del corporate e investment banking (cib) ma sarà anche il primo contributore per commissioni. Il cib sarà piuttosto la prima fonte per ottimizzare il capitale del gruppo in un piano che vuole realizzare una crescita sostanziale delle attività a basso assorbimento di capitale mentre il wealth management spingerà l’aumento degli attivi redditizi. Le attività finanziarie totali arriveranno nel 2026 a 115 miliardi (+11%), gli asset under management a 85 miliardi (+13%), gli impieghi alla clientela a 57 miliardi (+3%).

Come sarà accolto il piano dagli azionisti, dove spiccano la Delfin della famiglia Del Vecchio e il gruppo Caltagirone, si vedrà a partire dai prossimi giorni quando i vertici di Mediobanca incontreranno i soci. Lo stesso percorso di “engagement” avverrà per la lista del cda in vista del rinnovo all’assemblea di ottobre.

 

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Paideia

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