Contro il narcisismo sociale nasce l’Empatismo, Menotti Lerro, il primo movimento artistico del XXI secolo che riunisce 350 intellettuali da tutto il mondo

Menotti Lerro

Viviamo in un’epoca in cui il narcisismo digitale ha raggiunto livelli senza precedenti. I social media premiano l’autoreferenzialità, le relazioni si consumano nella superficialità dello scroll e le comunità locali si svuotano di senso mentre l’individuo si rinchiude in una bolla di autocompiacimento. È quello che diversi sociologi definiscono la grande epidemia silenziosa della contemporaneità: l’incapacità strutturale di guardare oltre se stessi. Eppure, proprio nel momento più buio degli ultimi decenni, quando il mondo intero era chiuso in casa durante i lockdown del 2020, qualcuno ha deciso di rispondere a questa deriva con un gesto radicale: fondare un movimento artistico-culturale che rimettesse l’altro al centro di tutto. Si chiama Empatismo, ed è considerato il primo ismo del XXI secolo. A idearlo è stato Menotti Lerro, poeta, saggista e accademico con un percorso che attraversa quattro titoli universitari, undici collaborazioni con atenei internazionali e circa cinquanta volumi pubblicati tra poesia, narrativa, teatro e saggistica. “Una mattina mi svegliai e dissi: oggi nasce l’Empatismo. Nasce in opposizione a tutto questo che stiamo vivendo. Percepivo l’orrore della pandemia, dei lockdown, della tristezza e soprattutto di quell’individualismo dilagante che completava un quadro oscuro”, racconta Lerro ripercorrendo la genesi del movimento.

L’Empatismo non è nato dal nulla. La sua gestazione affonda le radici in un ventennio di lavoro che gli studiosi del movimento hanno classificato come periodo Pre-empatico, dal 2000 al 2020, caratterizzato da ricerca teorica e costruzione delle basi culturali. La Prima Fase dell’Empatismo è iniziata nel 2020 e si concluderà alla fine del 2025, mentre la Seconda Fase, denominata ‘Empatia Totale‘, è stata inaugurata con un convegno internazionale tenutosi il 21 gennaio 2026 presso lo storico Caffè Letterario Giubbe Rosse di Firenze. Nel 2025 sono state pubblicate le 32 Tesi Empatiste, esposte proprio alle Giubbe Rosse, in un gesto che richiama consapevolmente le grandi proclamazioni dei movimenti artistici del Novecento.

Oggi il movimento conta 350 maestri empatici tra artisti, poeti, filosofi e docenti provenienti da tutto il mondo. Tra le adesioni più significative figura quella del premio Nobel per la letteratura Olga Tokarczuk, mentre un altro Nobel, Jon Fosse, ha dialogato pubblicamente con il movimento in diverse occasioni, inviando anche un videomessaggio di auguri. La compianta psicoterapeuta Maria Rita Parsi, con la quale Lerro ha pubblicato il volume ‘L’Empatismo’ per La Nave di Teseo, ha citato il movimento empatico in ben sei apparizioni televisive su programmi di punta.

“Il narcisismo è il grande movimento sotterraneo e fasullo della contemporaneità, dove tutto viene imposto nel nome di una certa arroganza e di una certa incultura. Noi ci opponiamo alle brutture della contemporaneità per affermare il bello, il buono, cercando di elevare la specie umana per quanto ci è possibile”, spiega Lerro con la franchezza che caratterizza la comunicazione del movimento.

Uno degli aspetti più sorprendenti dell’Empatismo è la sua dimensione territoriale. Il Cilento, terra natale di Lerro, è diventato l’epicentro fisico del movimento attraverso una trasformazione che non ha precedenti nel panorama culturale italiano. Venticinque borghi hanno cambiato la propria identità culturale, formando quella che è stata battezzata la Piramide Culturale del Cilento: Omignano è diventato il Paese degli Aforismi, altri centri si sono trasformati nel Paese della Filosofia, nel Paese dell’Ozio Creativo, nel Paese delle Orchidee, nel Paese dell’Acqua, nel Paese del Mito. Al vertice della piramide si trova il Monte Stella con i suoi megaliti, tra cui la cosiddetta Pietra del Bastardo, antico monolite legato a riti di fertilità, i cui raggi simbolici illuminano l’intera struttura culturale sottostante.

“Questo movimento non doveva nascere nei salotti. A Milano, dove facevo un workshop presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, mi dissero: facciamo tutto qui, abbiamo tante possibilità. Io dissi no. Deve nascere nella roccia, nella vegetazione del mio Cilento, perché io faccio sempre scelte di cuore e voglio elevare quel territorio perché più bisognoso”, racconta Lerro.

Il Premio Internazionale Cilento Poesia, giunto all’undicesima edizione e riconosciuto dal Ministero della Cultura, ha portato nei piccoli borghi cilentani i maggiori poeti italiani e internazionali, che hanno affisso con le proprie mani poesie inedite sulle mura dei paesi, creando un museo diffuso della parola poetica.

L’altro epicentro del movimento è Firenze, con il Caffè Letterario Giubbe Rosse che funge da quartier generale culturale, affiancato dall’Accademia di Belle Arti dove un’intera classe, l’Aula 27, ha aderito all’unanimità al movimento nel 2025. Il terzo polo è internazionale: Edimburgo, dove Lerro ha presentato il manifesto alla Central Library e dove è stato visiting scholar all’università. La dimensione globale si è poi estesa con l’iniziativa ‘Poesie nelle Piazze del Mondo‘, che ha visto la distribuzione di poesie empatiche a Times Square a New York, al Cairo, in Pakistan, a Parigi e a Londra.

Il confronto tra la ricezione italiana e quella anglosassone del movimento è significativo. “L’Italia è più narcisistica. Il lavoro qui è più difficile. Se fai delle cose senza essere raccomandato, sei sospetto. Come mai? Questo non è possibile, c’è qualcosa che non funziona. Queste sono cose denunciate anche dal Movimento empatico, perché una delle nostre caratteristiche è quella di parlare chiaro sempre”, afferma Lerro.

Nel Regno Unito il percorso è stato diverso: già nel 2011 la Cambridge Scholars Publishing ha dedicato un volume monografico alla sua opera, e nel 2023 la stessa casa editrice ha pubblicato ‘The Empathic Movement’. Testate internazionali come Greater Kashmir, Al Arabi e l’influente blog letterario americano BookRiot hanno dedicato approfondimenti al movimento.

L’antologia ‘Poeti Empatici Italiani’, pubblicata nel 2025 a cura di Lerro, raccoglie 33 tra i maggiori poeti italiani contemporanei, da Milo De Angelis a Roberto Carifi, da Valerio Magrelli a Dacia Maraini, sancendo il riconoscimento del movimento da parte dell’establishment letterario nazionale. Il più giovane membro ha quattordici anni ed è autrice di un romanzo, a testimonianza di un arco generazionale che va dai premi Nobel agli adolescenti.

“Immagina se tutto il mondo seguisse l’esempio degli artisti. Se ognuno si aprisse all’altro, se ognuno elevasse la propria terra, il mondo andrebbe in una direzione più bella, più interessante, più opportuna, meno violenta”, dice Lerro.

Le prospettive per il futuro del movimento si aprono con la Seconda Fase, l’Empatia Totale, che dal 2026 punta ad ampliare ulteriormente il raggio d’azione internazionale e a consolidare il dialogo con le istituzioni educative e culturali. In un mercato culturale sempre più frammentato e dominato dalla logica dell’algoritmo, l’Empatismo rappresenta un esperimento controcorrente: la scommessa che l’arte possa ancora essere veicolo di trasformazione sociale, che un borgo dimenticato del Cilento possa diventare capitale della poesia e che la parola empatia non resti confinata nei manuali di psicologia ma diventi pratica quotidiana.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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