Per anni Mark Cuban è stato uno dei volti più noti del mondo crypto. Dopo un iniziale scetticismo, il miliardario e imprenditore americano aveva abbracciato con entusiasmo il settore dei bitcoin, arrivando a dire nel 2021 di dedicare dalle tre alle quattro ore al giorno allo studio delle criptovalute e alla costruzione di partnership tra startup crypto e i suoi Dallas Mavericks.
Ora però qualcosa è cambiato. In una recente intervista, Cuban ha definito il mondo crypto “deludente” e ha accusato Bitcoin di aver “perso la strada”.
In un video condiviso dal direttore di Front Office Sports, Daniel Roberts, Cuban — che in passato aveva dichiarato di detenere un portafoglio composto per il 60% da Bitcoin, per il 30% da Ethereum e per il restante 10% da token minori — ha spiegato di aver venduto “gran parte” dei suoi Bitcoin.
“Quando è esplosa la guerra con l’Iran, ho sempre pensato che Bitcoin fosse la migliore alternativa alle valute fiat che perdono valore”, ha dichiarato Cuban. “Credevo fosse una versione migliore dell’oro rispetto all’oro stesso. Ma l’oro è esploso ed è arrivato a 5mila dollari. Bitcoin invece è sceso. Non si è rivelato la copertura che mi aspettavo”.
Il raffreddamento di Cuban verso le criptovalute arriva poche settimane dopo le dichiarazioni di un altro celebre sostenitore del settore, Elon Musk. Durante il processo legato alla sua causa contro OpenAI, Musk ha affermato che alcune criptovalute hanno valore, ma che “la maggior parte sono truffe”.
Bitcoin resta di gran lunga la criptovaluta con la maggiore capitalizzazione di mercato. I suoi sostenitori la descrivono spesso come una forma di “oro digitale”, capace di proteggere dall’inflazione e dalla svalutazione delle valute tradizionali.
Negli ultimi dodici mesi però l’oro ha registrato performance nettamente migliori rispetto a Bitcoin, anche se negli ultimi tre mesi la criptovaluta ha recuperato parte del terreno perso. Bitcoin ha recentemente oscillato intorno ai 75mila dollari, dopo aver superato temporaneamente quota 80mila grazie ai progressi del Congresso americano sul Clarity Act, una delle principali proposte di legge per regolamentare il settore crypto negli Stati Uniti.
Cuban si è mostrato meno critico nei confronti di Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione, utilizzata anche per ospitare applicazioni finanziarie decentralizzate. Negli ultimi cinque anni però Bitcoin ha comunque nettamente sovraperformato Ethereum.
Le critiche più dure il miliardario le ha riservate alle criptovalute minori.
“I token? Le memecoin?”, ha detto Cuban alla fine dell’intervista. “Spazzatura”.
L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

