Walmart sfida Amazon sull’AI: per il CEO John Furner il segreto è adattarsi al cambiamento

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Per 13 anni Walmart ha occupato il primo posto della classifica Fortune 500 come azienda con i maggiori ricavi negli Stati Uniti. Quest’anno però Amazon ha compiuto quello che fino a poco tempo fa sembrava impensabile: ha superato il colosso della distribuzione, aprendo una nuova fase nella competizione per la leadership del commercio al dettaglio.

Per John Furner, amministratore delegato di Walmart, il cambiamento non rappresenta una novità.

“Da quando lavoro nel retail, ormai da 33 anni, questo settore non ha mai smesso di cambiare”, ha spiegato in un’intervista a Fast Company. “Abituarsi al cambiamento in un mondo che continua a trasformarsi è una delle qualità più importanti per chi guida un’organizzazione”.

Dalla corsia del garden center alla guida di Walmart

Furner conosce bene questa realtà. La sua carriera in Walmart è iniziata nel 1993 come addetto part-time nel reparto giardinaggio di un punto vendita in Arkansas.

Dopo la laurea in marketing management conseguita presso l’University of Arkansas nel 1996, ha iniziato una lunga scalata interna. Prima direttore di negozio, poi responsabile di distretto e infine dirigente nella sede centrale.

Nel 2017 è diventato CEO di Sam’s Club. Due anni dopo ha assunto la guida di Walmart U.S. e, all’inizio di quest’anno, ha preso le redini dell’intero gruppo.

Secondo Furner, il compito di un leader non consiste solo nell’adattarsi ai cambiamenti, ma anche nel riuscire a spiegarli alle persone che lavorano nell’organizzazione.

“È fondamentale ascoltare le persone e comprendere il loro punto di vista”, ha detto. “Bisogna spiegare il motivo delle decisioni, chiarire lo scopo delle iniziative e mostrare come tutto si inserisca in un quadro più ampio”.

L’AI accelera la trasformazione del retail

La filosofia di Furner appare particolarmente attuale in un momento in cui l’intelligenza artificiale sta ridisegnando il mondo delle imprese.

Walmart sta investendo pesantemente nelle nuove tecnologie. Tra i progetti più recenti figura Sparky, l’assistente per gli acquisti basato sull’AI.

Parallelamente, il gruppo continua a puntare anche sui negozi fisici. Quest’anno circa 650 dei suoi oltre 10.800 punti vendita saranno rinnovati per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori.

L’adattabilità come vantaggio competitivo

Molti manager condividono oggi la stessa convinzione: resistere al cambiamento può diventare un rischio.

Anche Macy’s ha inserito l’innovazione al centro della propria strategia di rilancio dopo anni difficili.

“Ogni innovazione deve risolvere un problema del cliente oppure creare nuove opportunità”, ha dichiarato Max Magni, chief customer and digital officer dell’azienda.

Da marzo, quando Macy’s ha lanciato l’assistente AI “Ask Macy’s”, gli utenti che utilizzano questa funzione spendono sul sito quasi cinque volte di più rispetto agli altri clienti.

I leader devono imparare a convivere con l’incertezza

Per Steve Bandrowczak, i dirigenti non devono necessariamente avere tutte le risposte. Devono invece sviluppare resilienza, porre le domande giuste e affrontare le trasformazioni senza timore.

“Quello di oggi è il momento in cui il cambiamento procede più lentamente rispetto a quanto accadrà in futuro”, ha affermato. “Si può avere paura del cambiamento oppure considerarlo un’opportunità”.

Un messaggio che vale anche per chi entra oggi nel mercato del lavoro.

Amit Walia, amministratore delegato di Informatica, ha espresso un concetto simile in un intervento pubblicato da Fortune: “Non bisogna temere il cambiamento. Bisogna accoglierlo. Le trasformazioni creano occasioni per innovare, imparare e generare valore in modi inaspettati”.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

Poste Italiane Dic 25

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