BIC 2025, chi sono le aziende certificate per la comunicazione

Per il sesto anno consecutivo il BIC – Best in Media Communication, progetto di Eikon Strategic Consulting e Fortune Italia, ha certificato le aziende che si distinguono per una comunicazione eccellente, riconoscendo reputazione positiva, coerenza narrativa e contributo alla qualità del sistema mediatico italiano. La cerimonia di premiazione, preceduta dalla presentazione dei risultati di un’analisi semantica realizzata da Eikon Strategic Consulting, è stata ospitata in un primo momento dalla Sala Capitolare del Senato per poi concludersi al Chiostro del Bramante.

L’indagine – riassunta da Cristina Cenci, Senior partner & Founder di Eikon – si basa su oltre 20.000 prime pagine di quotidiani nazionali e locali (pubblicate tra il secondo semestre 2024 e i primi quattro mesi del 2025) e restituisce un contesto caratterizzato da sentimenti di allerta e tensione. Obiettivo dello studio è anche quello di approfondire e misurare l’impatto su questa rappresentazione, e sulla reputazione del Sistema Paese, delle aziende certificate Best in Media Communication.

Le 19 aziende certificate BIC

Nel 2025 – considerata però l’attività del 2024 – sono state 19, il 71% di quelle candidate (dato leggermente in calo rispetto agli anni precedenti). Tra queste, tre hanno ricevuto la certificazione per la prima volta: BAT Italia, Gruppo Hera e Zurich. Sei sono invece giunte alla sesta attestazione consecutiva, avendo ricevuto la targa BIC sin dalla prima edizione del 2018. Si tratta di AXA Italia, Generali Italia, MSD, Open Fiber, Poste Italiane e Takeda. Nuovamente certificate INWIT e Iren per il quinto anno consecutivo; Edison, Ferrovie dello Stato Italiane, Philip Morris Italia e SIMEST per il quarto anno; ALIA ed ELI Lilly per il secondo; infine, A2A ed ENI.

Dall’analisi di Eikon, concentrata su oltre 200mila articoli dedicati alle aziende certificate, è emerso che “le aziende BIC offrono una risposta coerente e costruttiva alle fragilità rilevate nel racconto del Sistema Paese. Esse infatti propongono una presenza rassicurante e autorevole: non intervengono direttamente nel discorso geopolitico, ma si offrono come presìdi di stabilità e competenza nei momenti critici”, ha spiegato Paola Aragno, Vice president di Eikon e docente di Metriche della comunicazione alla LUMSA.

La tavola rotonda al Senato in cui sono stati presentati i risultati dell’analisi di Eikon

Simona Pattuglia, professoressa di Marketing, comunicazione e media dell’università di Roma Tor Vergata, oltre che presidente della giuria indipendente dello ‘Special Prize Bic’, ha parlato degli ultimi sei come di “anni focali per la storia del mondo, in cui BIC è stato un osservatorio fattuale. La costruzione della fiducia con i propri stakeholder si vede in tutti i progetti: adesso la si dichiara apertamente e mi sembra una bellissima cosa per il futuro”. 

“Chi riesce a conquistare l’attenzione degli altri ha la responsabilità di orientarla bene. Il lavoro nella comunicazione ha anche una funzione culturale: quella di restituire senso, dove il senso vacilla”, ha detto invece Emanuele Bevilacqua, direttore editoriale di Fortune Italia.

Gli ‘Special Prize’

Dopo la consegna delle 19 certificazioni si è passati agli ‘Special Prize’, attribuiti da una giuria indipendente a cinque campagne di comunicazione delle società certificate BIC. A comporre il comitato scientifico che ha attribuito i riconoscimenti, i professori Francesca Comunello, Gennaro Iasevoli, Simonetta Pattuglia (presidente del comitato), Luca Pirolo e Stefania Romenti. 

Per la categoria Innovazione, ad aggiudicarsi la targa è stata MSD, con la campagna ‘Non sono tutti uguali. Tumori al seno e percorsi di vita’. Il progetto si è infatti distinto “per l’approccio profondamente innovativo nel sensibilizzare il pubblico su un tema complesso e delicato come il tumore al seno”. Si tratta di un percorso narrativo multicanale, “capace di unire rigore scientifico, empatia e capillarità mediatica” in cui si è rivelato “particolarmente efficace l’uso di un linguaggio emozionale, veicolato attraverso il potente monologo di Lucia Ocone durante i concerti sold out dei Pinguini Tattici Nucleari, che ha trasformato un evento musicale pop in uno spazio di consapevolezza e informazione sanitaria”.

Lo Special Prize dedicato alla Creatività è andato invece a ELI Lilly per la campagna The Impossible Gym’, dedicata alla sensibilizzazione sull’obesità, malattia spesso oggetto di stigma sociale e colpevolizzazione dei pazienti. Il progetto “si propone di modificare questa narrazione, che costituisce un ostacolo significativo per chi convive con questa patologia. Elemento centrale della campagna è un’installazione itinerante, concepita per rendere comprensibili le sfide quotidiane affrontate dalle persone con obesità”.

La categoria Impatto sociale ha visto protagonista A2A con l’iniziativa LAboRAEE’, che “coniuga i vantaggi dei modelli di economia circolare con quelli delle attività di inclusione socio-lavorativa. In particolare, Amsa (Gruppo A2A), il carcere di Bollate, il Comune di Milano e la Regione Lombardia hanno collaborato per testimoniare, con interviste e video-documentari, la consapevolezza sul recupero delle terre rare, l’efficacia delle pratiche di raccolta differenziata e l’opportunità di coinvolgere attivamente i detenuti di un carcere”.

Per la categoria Multicanalità ad aggiudicarsi il riconoscimento è stato il Gruppo Hera con il progetto di comunicazione dedicato a FIB3R, un impianto per il riciclo dei compositi in fibra di carbonio. La campagna è stata premiata “per aver saputo dar vita a un ecosistema narrativo sinergico, in un’ottica di forte integrazione tra media tradizionali e digitali, comunicazione interna ed esterna”. In particolare “una strategia social mirata, in collaborazione con influencer e content creator, ha dato ampia visibilità al progetto”. 

Infine, ad Iren è stata consegnata la targa per la categoria Chiarezza del messaggio. Con il ‘Circular Future Tour’, rivolto principalmente alla Gen Z, il Gruppo ha affrontato il tema del “futuro del pianeta attraverso scenari possibili e comportamenti auspicabili”. In che modo? Attraverso il format digitale di una docu-serie di ‘edutainment’ che spiega cos’è la transizione ecologica e quali sono le tecnologie che la rendono possibile. “Il progetto racconta l’impegno aziendale in questo settore, cercando di mostrare il ‘dietro le quinte’ della produzione di energia elettrica, del riciclo e del servizio idrico. Lo YouTuber Marcello Ascani, nelle 3 tappe a bordo di un van elettrico, risponde con i suoi giovani interlocutori alle domande su sostenibilità e ambiente e sui valori della sostenibilità”, con un linguaggio, sia visivo sia testuale, estremamente chiaro e immediato.

Poste Italiane Dic 25

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