Il pendolarismo extraurbano, che ogni anno interessa migliaia di lavoratori che vivono fuori dai centri abitati, è diventato un tema sempre più di rilievo, specialmente con l’aumento del costo dei carburanti e la carenza, soprattutto nelle aree rurali e montane, di alternative di trasporto pubblico efficienti.
Questa condizione incide sul bilancio familiare, sulle opportunità lavorative e sul benessere delle persone che vivono fuori città, ma può essere anche un problema per le aziende che involontariamente si trovano ad assecondare pratiche che scoraggiano la sostenibilità ambientale ma, soprattutto, faticano ad attrarre talenti.
Una prima soluzione, in questo senso, è arrivata con l’introduzione, da parte di alcune imprese, del Mobility Manager, attualmente obbligatoria per le realtà con più di 100 dipendenti. Oltre a ciò, è sempre più frequente la pratica del carpooling aziendale, ossia la condivisione dell’auto di un lavoratore per spostamenti casa-azienda o per le trasferte di lavoro.
Questa soluzione contribuisce alla riduzione del budget mensile per gli spostamenti, riduce la congestione del traffico ma anche le emissioni di CO2 e libera spazi adibiti al parcheggio destinandoli ad altre fruizioni.
Questa sfida è stata colta da Jojob Real Time Carpooling, azienda che nell’ultimo Osservatorio ‘Aziende in Movimento’ 2025, ha evidenziato una crescita del carpooling come strumento di gestione del risparmio, solo nel primo semestre del 2025 sono stati accantonati 1,41 milioni di euro, risorse che possono essere impiegate nello sviluppo del welfare aziendale e nell’ammortizzazione dei costi interni. Ne abbiamo parlato con Gerard Albertengo, founder e CEO di Jojob Real Time Carpooling.

Dottor Albertengo, i dati dell’Osservatorio ‘Aziende in Movimento’ 2025, parlano di un incremento del 55% dei viaggi condivisi. Come si spiega questa crescita?
Seppur orgogliosi non ne siamo stupiti, in quanto il carpooling è un’alternativa di mobilità che una volta provata, difficilmente si abbandona. Gli equipaggi che riusciamo a formare negli anni diventano stabili e continuano a condividere l’auto quotidianamente. Conseguentemente, considerando che il numero di aziende aderenti è in continua crescita, il numero degli equipaggi aumenta, sommandosi a quelli già precedentemente consolidati.
Quali sviluppi si aspetta per il carpooling nei prossimi anni?
Ci aspettiamo che questo tasso di crescita si riproponga anche nei prossimi semestri, allo stesso tempo siamo altrettanto fiduciosi che presto l’Italia si conformerà alle scelte adottate da altri Paesi europei, istituendo un programma di incentivazione nazionale a favore di questa mobilità sostenibile. Una spinta strutturata e statale genererà, indubbiamente, una crescita notevolmente superiore che potrebbe addirittura decuplicare i nostri risultati attuali in pochi mesi.
I Mobility manager si sono dimostrati figure decisive per la transizione ecologica delle imprese, cosa fa Jojob per supportarli e agevolare la loro attività?
La mia personale opinione è che i Mobility Manager siano risorse di importanza strategica per le aziende ma a oggi ancora non sufficientemente valorizzate. Il loro obiettivo è quello non solo di rendere i tragitti casa-lavoro più sostenibili sotto il profilo ambientale, ma ancor più renderli economicamente e socialmente sostenibili.
Gli interventi del Mobility Manager possono dunque ridurre significativamente i costi di trasporto delle risorse umane e i loro tempi di viaggio, nonché rendere le tratte più piacevoli e meno stressanti.
In questo modo, possono attrarre i talenti già presenti o quelli che cercano impiego, rendendo le aziende più facilmente raggiungibili. In conclusione, Jojob offre ai Mobility Manager una soluzione, forse l’unica, per rispondere alle esigenze di trasporto proprio di coloro che percorrono medie e lunghe distanze. Jojob, non si limita alla mera fornitura di una tecnologia, bensì li assiste nell’intero progetto: dalla comunicazione all’engagement, fino alla reportistica e al monitoraggio.
Jojob è arrivata anche in diverse città italiane, collaborando con imprese e amministrazioni per attivare delle community territoriali. Qual è il valore di queste iniziative?
Per comprendere questa strategia è bene evidenziare quello che può essere il valore apportato dal carpooling a una comunità più ampia. Le amministrazioni pubbliche, qualunque sia la loro dimensione, infatti, hanno i loro bilanci che sono sia economici che sociali e ambientali. Tali enti sostengono costi per la sanità pubblica, per il trasporto pubblico, per la viabilità e per il welfare.
La mobilità condivisa e in particolare quella territoriale – caratterizzata in larga parte dal pendolarismo – contribuisce significativamente a diminuire l’inquinamento locale e, di conseguenza, riducendo i costi prospettici della sanità pubblica, aiuta a rispondere alle esigenze delle aree in povertà di trasporto pubblico.
Inoltre, riduce il congestionamento delle strade e incrementa il potere di acquisto dei cittadini. I territori più lungimiranti sono consapevoli di tali benefici e hanno avviato, autonomamente e con fondi propri, progetti sperimentali con Jojob volti a dimostrare che tali azioni debbano divenire strutturali e nazionali, poiché il beneficio per la collettività è notevolmente superiore agli investimenti necessari.
Personalmente esprimo una forte gratitudine verso tali amministrazioni che hanno deciso di affiancare lo sforzo profondo che con Jojob perseguo da oltre 12 anni affinché l’Italia si impegni concretamente nella mobilità sostenibile extra urbana.
