È Giuseppe Di Majo il nuovo General Manager Medical Care per l’Italia di Laboratoires Pierre Fabre

Giuseppe Di Majo, nuovo General Manager Medical Care Italia di Pierre Fabre Laboratoires.

In un momento storico in cui coltivare talenti è sempre più difficile, Laboratoires Pierre Fabre annuncia la nomina a General Manager Medical Care Italia di Giuseppe Di Majo, professionista di 37 anni che ha iniziato la sua carriera proprio in azienda, nel 2010. Una bella prova di dedizione e motivazione nei confronti di un gruppo sul quale, in effetti, val bene la pena di investire: Laboratoires Pierre Fabre è, infatti, la seconda azienda di dermocosmesi al mondo, nonché uno dei principali gruppi farmaceutici europei.

Da oltre 40 anni è riconosciuta come player internazionale in oncologia, ambito in cui è impegnata sia con la Ricerca e Sviluppo di nuove terapie, sia con la loro commercializzazione. Il suo portfolio oncologico copre i tumori di colon-retto, mammella, polmone e pelle, oltre ad alcune neoplasie ematologiche rare e condizioni dermatologiche precancerose come la cheratosi attinica. Alla Casa Madre afferiscono diversi marchi medicali e dermocosmetici, quali Pierre Fabre Innovative Oncology, Pierre Fabre Medical Dermatology, Pierre Fabre Pharmaceutical Care, Eau Thermale Avène, Ducray, A-Derma, Klorane, René Furterer e Même Cosmetics.

Con il suo storico headquarter nel sud-ovest della Francia, Laboratoires Pierre Fabre impiega oltre 10.200 collaboratori in tutto il mondo. Proprio in diversi Paesi – dalla Bulgaria al Regno Unito, passando per la Francia – si è costruito il percorso di Di Majo che, rientrato in Italia nel 2018 per assumere il ruolo di Direttore della Business Unit Innovative Oncology, diventa ora General Manager. Un ruolo per il quale il professionista si è già dato obiettivi chiari, tenendo conto del posizionamento strategico della company.

“Sicuramente primo – ancorché duplice – c’è l’obiettivo di consolidare la presenza di Pierre Fabre Medical Care nelle aree terapeutiche chiave come l’oncologia, l’urologia e la dermatologia e di lanciare asset innovativi nel trattamento del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC), della malattia linfoproliferativa post-trapianto (PTLD), nella prima linea del tumore al colon retto metastatico, della sindrome della vescica iperattiva (OAB) e dell’acne. In secondo luogo, a medio e lungo termine, c’è l’obiettivo di porre l’Italia nella condizione di contribuire alle innovazioni future di Laboratoires Pierre Fabre, sia a livello di sviluppo, sia garantendo un accesso equo e tempestivo ai nuovi farmaci. Tutto questo avendo sempre come guida la nostra mission – ‘Ogni volta che ci prendiamo cura di una sola persona, rendiamo il mondo un posto migliore’ – che si deve concretizzare mettendo a disposizione innovazioni terapeutiche che abbiano un impatto concreto sulla qualità di vita delle persone”.

Di Majo avrà il compito di supportare lo sviluppo in Italia del portafoglio di Pierre Fabre Medical Care, consolidando la presenza dell’azienda sul mercato nazionale e contribuendo significativamente al fatturato internazionale. Per comprendere meglio il perimetro di azione vale la pena analizzare alcuni numeri di Laboratoires Pierre Fabre, che solo nel 2024 ha investito in Ricerca & Sviluppo quasi 220 milioni di euro destinandone il 60% alle terapie oncologiche target e il 35% a soluzioni per la salute e la cura della pelle. Dal punto di vista delle revenue globali, nel 2024 Laboratoires Pierre Fabre ha registrato un fatturato di 3,1 miliardi di euro, il 71% dei quali arriva dalle vendite internazionali in oltre 120 Paesi. All’interno di questo risultato, circa il 45% è generato a livello mondiale dalla Medical Care, di cui il 40% dall’oncologia, un altro 40% dalla Primary Care e OTC e il restante 20% dalla dermatologia.

Sul fronte degli investimenti in R&D nell’asset principale, cioè l’oncologia, a livello globale tra il 2022 e il 2024 sono aumentati del 44%. La strategia aziendale si basa sulle partnership di lunga durata con grandi aziende farmaceutiche, da un lato, e con quelle del settore delle biotecnologie, dall’altro, e sullo sviluppo in-house (un R&D interno) per rafforzare l’indipendenza e lo sviluppo di asset proprietari.

Venendo in Italia, i risultati della divisione Medical Care nel 2024 sono stati importanti, con un fatturato di 63M€ e una crescita di oltre il 5%. Inoltre, Medical Care Italia fa parte dei mercati Top5 insieme a Germania, Francia, Spagna e Cina. Si tratta evidentemente di cifre importanti all’interno di un quadro solido, che vuole vedere migliorare ulteriormente le prestazioni della compagine italiana del gruppo. Per questo, Di Majo ha già ben chiare quali sono le direzioni in cui muoversi da subito nel nuovo ruolo.

“Nei miei primi 100 giorni vorrei riuscire a infondere a questa splendida organizzazione tutta la mia energia e il mio entusiasmo. Inoltre, dovremo lavorare per fare in modo che le terapie oncologiche e urologiche da poco lanciate possano arrivare rapidamente ai medici, e quindi ai pazienti, in tutte le regioni d’Italia. Sul fronte interno, poi, un obiettivo per me altrettanto importante — e che ha sempre accompagnato la mia esperienza professionale — è quello dello sviluppo dei talenti. Credo molto nel valore delle persone, nel creare contesti che favoriscano la crescita e permettano a ciascuno di esprimere appieno il proprio potenziale. In Laboratoires Pierre Fabre questo è possibile grazie a programmi di sviluppo specifici”.

E proprio perché il gruppo ha creduto fortemente nella persona e nel professionista, con un Programma di Sviluppo ad hoc, Di Majo è arrivato a ricoprire un ruolo “maturato” insieme a lui in questa azienda con due anime forti: la Dermocosmetica e la Medical Care. Esse lavorano in modo sinergico, riuscendo a fornire un supporto integrato che copre prevenzione, trattamento e terapie di supporto. Un esempio chiaro arriva dal melanoma, per il quale viene coperta l’intera filiera: dai solari altamente efficaci per la prevenzione alle terapie target per il trattamento metastatico, fino ai prodotti dermatologici per gestire gli effetti collaterali.

D’altronde, se è vero che l’azienda ha creduto in Di Majo, è vero anche che Di Majo ha creduto fortemente nell’azienda, sposandone i valori e lavorando per la loro realizzazione. “Uno degli aspetti che più mi ha convinto a credere in Pierre Fabre”, spiega Di Majo, “è la sua storia unica. Il fatto che monsieur Pierre Fabre abbia voluto legare l’azienda a una fondazione riconosciuta di pubblica utilità è qualcosa di straordinario”. Oggi più dell’86% di Laboratoires Pierre Fabre appartiene alla Fondazione Pierre Fabre facendolo diventare l’azionista di maggioranza. I dipendenti sono il secondo azionista della società, grazie a un piano internazionale di azionariato. “I dividendi che l’azienda versa alla Fondazione”, continua Di Majo, “vengono poi utilizzati per finanziare programmi di accesso alle cure nei Paesi in via di sviluppo. È una struttura azionaria davvero originale, che garantisce al Gruppo indipendenza e solidità nel tempo, ma soprattutto una forte coerenza con i propri valori. Un altro elemento che sento molto mio è l’approccio olistico alla persona. In Laboratoires Pierre Fabre si lavora tenendo insieme prevenzione, trattamento e supporto agli effetti collaterali, con una visione completa della salute e della cura. È qualcosa che mi rispecchia profondamente e che ha guidato la mia scelta di restare”.

Nel suo nuovo ruolo Giuseppe Di Majo entra a far parte del Leadership Team Medical Care, rispondendo direttamente a Marie-Andrée Gamache, CEO Medical Care Laboratoires Pierre Fabre, che per il manager italiano spende parole cariche di stima: “La sua profonda conoscenza del mercato farmaceutico italiano, unita a una visione strategica e innovativa, si allinea perfettamente alla mission di Laboratoires Pierre Fabre. La sua nomina rappresenta una scelta di continuità ma anche la volontà di imprimere un nuovo slancio allo sviluppo delle attività in Italia”.

Poste Italiane Dic 25

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