Arriva il più grande investimento di sempre per una società europea di semiconduttori dedicati all’intelligenza artificiale, e se lo aggiudica Axelera AI. Sede nei Paesi bassi, Ceo italiano (Fabrizio del Maffeo), la società specializzata in chip per l’inferenza AI ha annunciato un nuovo round di finanziamento da oltre 250 mln di dollari che portano il totale raccolto finora a oltre 450 milioni di dollari tra equity, sovvenzioni e venture debt.
Chi investe in Axelera AI
A guidare il round c’è Innovation Industries, investitore storico della società, ma ci sono anche due nuovi pezzi grossi: BlackRock e SiteGround Capital. Hanno partecipato anche gli investitori esistenti Bitfury (che ha incubato Axelera AI agli inizi), l’italiana CDP Venture Capital, l’Ue attraverso l’European Investment Council Fund, la Società Federale di Partecipazione e Investimento del Belgio (SFPIM), Invest-NL, Samsung Catalyst Fund e Verve Investments.
Cdp è entrata nel 2023 con una partecipazione estesa nel 2024. Anche se i singoli contributi al round non sono stati svelati, sul sito del fondo Large ventures con cui Cdp ha partecipato si legge che i ticket di investimento standard partono dai 10 milioni di euro.
Per ridurre la dipendenza dai giganti americani dei chip per intelligenza artificiale, come NVIDIA e AMD, l’Europa sta puntando da tempo su un’alternativa interna, e la principale è proprio Axelera AI. Si può fare una stima anche sull’investimento istituzionale europeo: l’innesco per il nuovo round è stata proprio la partecipazione dell’Ue tramite il programma Step-Up dell’Eic (European innovation council) che fornisce somme comprese tra 10 e 30 mln di euro in base alla capacità di raccogliere investimenti anche da altri soggetti. L’obiettivo del programma Step up è mobilitare coinvestimenti da 50 a 150 mln di euro – una cifra ampiamente superata da Axelera AI.
Oltretutto la società di Del Maffeo tempo fa ha ottenuto dall’Europa un finanziamento da 61 mln di euro per fornire uno dei chiplet per ‘Dare’, il progetto europeo più importante sui chip e sul supercalcolo, al quale lavorano tanti soggetti italiani, come raccontato tempo fa da Marco Aldinucci, professore dell’Università di Torino e principal investigator nel progetto.
Supercomputer, la squadra italiana del progetto Dare per costruire i chip europei
L’importanza dell’Italia per Axelera AI
Raggiunto da Fortune Italia , Del Maffeo ha spiegato che l’Italia resta un Paese importante per Axelera AI: rappresenta la nazionalità più numerosa in azienda, e al design delle schede lavorano una ventina di persone a Firenze.
“Axelera è orgogliosa di avere molte delle nostre funzioni ingegneristiche e aziendali che operano da Milano e Firenze. Abbiamo inoltre collaborazioni continue con università italiane, tra cui Bologna, Polimi, Polito, La Sapienza, UniPi e l’Università di Padova. Grazie al grande supporto del governo italiano e del MIMIT, stiamo anche partecipando a numerosi progetti europei, tra cui DARE per HPC Computing, Turandot e Chassis. Cerchiamo costantemente di assumere più talenti italiani e accogliamo con piacere i curriculum di candidati qualificati”, racconta Del Maffeo.
La ricetta dell’azienda di Del Maffeo
Il segreto dell’azienda è rispondere ai problemi di efficienza e raffreddamento legati all’hardware per intelligenza artificiale. I chip forniscono prestazioni alte mentre vengono utilizzati per l’edge, ovvero sui dispositivi, ma possono essere usati anche nei dati center.
“I data center stanno raggiungendo i limiti di potenza e raffreddamento e, con lo spostamento dell’analisi dei dati sempre più vicino al punto in cui vengono generati, le soluzioni di edge AI devono operare entro rigorosi vincoli di energia e larghezza di banda”, ha dichiarato il CEO e co-fondatore di Axelera AI. In sostanza, man mano che l’AI passa dalla costruzione di modelli alla loro messa in funzione, le richieste computazionali per eseguire l’AI superano quelle per l’addestramento. Ciò richiede un’architettura di chip fondamentalmente diversa, spiega Jonathan Ballon, presidente di Axelera AI.
“Il nostro approccio edge-first non riguarda solo l’efficienza – continua Del Maffeo – si tratta di rendere l’implementazione dell’AI economicamente sostenibile su scala per applicazioni reali, proteggendo al contempo i dati e la privacy attraverso l’elaborazione locale delle informazioni dei clienti”.
I numeri
Clienti conquistati finora, secondo Axelera: 500, operanti “nei settori dell’AI fisica e dell’edge AI, spaziando tra difesa e pubblica sicurezza, produzione industriale, vendita al dettaglio, agritech, robotica e sicurezza”, si legge in una nota che ricorda come il mercato dell’inferenza supererà i 250 mld di dollari entro il 2030. “Lungo l’intero ciclo di vita di un modello, il costo dell’inferenza è 15 volte superiore a quello dell’addestramento e il suo utilizzo cresce a un ritmo di 31 volte l’anno. Tuttavia, molte organizzazioni faticano ancora a passare dai progetti pilota all’AI in grado di generare valore in produzione”. Il mercato dei semiconduttori per l’edge AI ha attratto oltre 60 miliardi di dollari in finanziamenti venture solo negli ultimi tre anni, creando una significativa frammentazione e confusione per i clienti, secondo Axelera, convinta che dopo aver scalato la produzione grazie alle partnership con TSMC e Samsung sia posizionata “per una crescita e un successo a lungo termine”.
Il capitale appena raccolto “accelererà la scala produttiva di Axelera AI, amplierà l’organizzazione dedicata al customer success e il Partner Accelerator Network, e continuerà a far progredire gli strumenti software e l’SDK che hanno reso le piattaforme dell’azienda accessibili agli sviluppatori di AI in tutto il mondo”.
Quella crescita, ha detto in un’intervista a Fortune Italia Del Maffeo, apre a diverse possibilità, come ricavi a quota 1 mld di euro e un’Ipo nei prossimi anni. Come direbbe il Ceo: “Perché non devo avere l’obiettivo di conquistare il 3-5 % del mercato globale dell’AI?”.
