Il mercato italiano degli idrocarburi affronta una sfida cruciale: le piccole e medie aziende di distribuzione faticano ad accedere a condizioni di pagamento favorevoli, spesso costrette ad anticipare ingenti capitali per l’acquisto di carburante senza garanzie sui tempi di incasso. Questa problematica, che colpisce principalmente i distributori indipendenti del Sud Italia, ha trovato una risposta innovativa nell’acquisizione di SC Petroli da parte di Urus Europa Global SL. L’operazione, conclusa a dicembre 2025 dopo una trattativa iniziata a luglio, rappresenta un caso emblematico di come l’imprenditoria italiana all’estero possa tornare a investire nel territorio d’origine. Michele La Porta, amministratore delegato di Urus Europa Global SL, insieme a Jeronimo Tejada, amministratore e co-founder, ha acquisito il 100% delle azioni di SC Petroli, azienda calabrese con sede a Crotone che fattura 60 milioni di euro annui distribuendo oltre 40 milioni di litri di carburante.
“Questa acquisizione non è solo business, ma un ritorno alle radici”, spiega Michele La Porta. “Il mio cuore è siciliano e, nonostante viva nella penisola iberica, sento un forte richiamo verso il Sud Italia. SC Petroli rappresenta una storia di famiglia che meritava di essere preservata e valorizzata”.
SC Petroli, fondata nel 1966 come ditta individuale dalla famiglia Cerrelli, si è evoluta in una delle realtà più solide del settore energetico calabrese. L’azienda dispone di una flotta di 19 cisterne, sei stazioni di servizio e importanti proprietà immobiliari. La scelta di vendere a Urus Europa Global, pur avendo ricevuto offerte economicamente più vantaggiose da gruppi più grandi, è stata dettata dalla volontà di preservare l’identità aziendale e i posti di lavoro.
“Abbiamo scelto Urus perché garantiva continuità alla nostra storia”, afferma Silvestro Cerrelli, direttore commerciale e anima pulsante dell’azienda. “Altri acquirenti avrebbero cancellato con un colpo di spugna la nostra identità, trasformandoci in un semplice numero di bilancio”.
Il modello di business di Urus si basa su un sistema innovativo di intermediazione nel cash-flow nel settore degli idrocarburi. “Ci posizioniamo tra i depositi commerciali e i distributori finali, anticipando il pagamento del carburante e concedendo ai clienti 24-48 ore per il saldo”, spiega Tejada. “Questo sistema win-win elimina i problemi di liquidità per i distributori e garantisce flussi costanti ai fornitori”.
L’operazione si inserisce in un contesto di crescita del mercato energetico italiano. Secondo le previsioni di Mordor Intelligence, il settore petrolifero e del gas in Italia crescerà da 0,97 miliardi di dollari nel 2026 a 1,12 miliardi entro il 2031, con un tasso di crescita annuale del 2,98%.
Parallelamente, l‘Agenzia Internazionale dell’Energia prevede una crescita della domanda globale di petrolio di 930.000 barili al giorno nel 2026.
L’acquisizione avrà un impatto significativo sull’occupazione locale. “Non abbiamo toccato un solo dipendente”, sottolinea La Porta. “Anzi, nel primo trimestre 2026 assumeremo due nuove figure: un amministrativo e un commerciale. Abbiamo inoltre creato partnership con i fratelli Cerrelli, mantenendo Domenico nella logistica e Salvatore nel supporto commerciale”.
Il piano di sviluppo prevede obiettivi ambiziosi: raggiungere 100 milioni di litri distribuiti e 130 milioni di euro di fatturato entro il 2026, aggiungere tre nuove stazioni di servizio in Calabria e acquisire due impianti nel Nord Italia. L’azienda, che cambierà denominazione in SC Urus Petroli Spa, punta alla quotazione in borsa entro il 2031.
‘Il nostro obiettivo è creare una struttura manageriale solida che possa supportare la crescita verso la quotazione’, dice Tejada. ‘Vogliamo dimostrare che investire nel Sud Italia non è solo possibile, ma può essere estremamente redditizio quando si combinano innovazione, rispetto per le tradizioni locali e visione strategica’ conclude La Porta.
Urus Europa Global continuerà parallelamente le sue attività di trading energetico in Italia, Spagna e Portogallo, dove sta sviluppando nuovi accordi commerciali. L’espansione nel mercato
portoghese rappresenta il prossimo step di crescita internazionale del gruppo, che conta già oltre cento collaboratori a livello europeo.
L’operazione dimostra come il settore energetico italiano possa attrarre investimenti esteri di qualità, capaci di coniugare crescita economica e responsabilità sociale. In un momento in cui gli investimenti in energie in Italia sono stimati in crescita per il 2026, secondo Il Sole 24 Ore, l’acquisizione di SC Petroli rappresenta un modello di sviluppo sostenibile per il Mezzogiorno.
