Il cleantech italiano raccoglie 243 mln grazie a materie prime ed energia

venture capital startup

C’è Tulum Energy, che usa la pirolisi del metano per la produzione di idrogeno. C’è Tretau, che ha incassato 20 mln per i suoi fili magnetici senza solventi. E poi Wsense (che con la comunicazione wireless sott’acqua è entrata nell’universo Fincantieri) Blubrake (tecnologia ABS per e-bike) e Arsenale Bioyards (bio-manifattura). Sono le cinque startup e scaleup del cleantech italiano che hanno raccolto più di 10 mln di euro lo scorso anno, aiutando a portare i numeri del settore a un livello record: 243,3 milioni di euro, divisi in 54 operazioni.

Le cifre sono state riportate nell’Annual Briefing 2025 di Cleantech for Italy, realizzato con il contributo di MITO Technology, società specializzata proprio in investimenti in tecnologie per la transizione ecologica e la decarbonizzazione.

Il ruolo di Cdp Venture Capital

La stessa MITO è anche uno dei player che investono di più. Ma il faro dell’innovazione italiana, anche di quella ‘clean’, resta il veicolo di Cassa Depositi e prestiti dedicato al capitale di rischio. Cdp Venture Capital ha investito in otto dei 14 maggiori round dello scorso anno evidenziati dal report.

Il quarto trimestre del 2025 ha segnato il livello più alto di investimenti mai registrato nel settore, con 17 operazioni per un valore complessivo di 106,3 milioni di euro.

L’analisi parla di “un ecosistema in fase di maturazione, che sta gradualmente passando dalla sperimentazione early-stage alla fase di scale-up industriale”.

La dimensione media dei singoli round è aumentata (4,5 mln di euro in media nel 2025, rispetto ai 2,5 mln del 2024) ma è ancora il miglior promemoria del ritardo del nostro ecosistema di innovazione. In francia una raccolta media vale quasi il doppio, per fare un esempio. Nel 2024, secondo lo stesso report, era stato raggiunto il massimo numero di round di sempre per l’Italia. Nonostante questo, la cifra totale raccolta era calata del 30% rispetto al 2023.

I settori che attirano di più

I dati relativi ai settori che attirano più capitali sembrano riflettere le crisi del nostro tempo.

Il verticale che il report chiama ‘Materials & Chemicals’ si conferma quello che ha attratto il maggior volume di capitali nel 2025, con 114,5 milioni di euro investiti, pari a quasi la metà degli investimenti complessivi nel cleantech. Rispetto ai primi anni del report i settori preferiti dagli investitori sono decisamente cambiati: agricoltura e food, quest’anno ampiamente superati da materie prime ed energia, sono ancora il settore che ha raccolto di più se si inizia a guardare dal 2019, con 341 mln di euro.

“Il dato riflette la forte attrattività delle tecnologie legate ai materiali avanzati, alla chimica sostenibile e alle soluzioni per la decarbonizzazione industriale”, dice il report

Al secondo posto c’è l’energia, che nel 2025 ha raccolto 43,7 milioni di euro, confermando il forte interesse degli investitori verso tecnologie per l’energia pulita, lo stoccaggio e le infrastrutture energetiche innovative.

Nel complesso, il cleantech ha rappresentato il 16,4% degli investimenti complessivi in venture capital in Italia nel 2025, confermandosi uno dei segmenti più dinamici dell’ecosistema dell’innovazione nazionale.

“Il 2025 ha confermato che il cleantech italiano sta vivendo una fase di crescita importante, con un mercato del venture capital sempre più dinamico e round di dimensioni maggiori. Materials & Chemicals e Energy & Power hanno guidato gli investimenti, aprendo nuove opportunità per la competitività industriale del Paese. Il 2026 dovrà essere l’anno in cui questi investimenti si traducono in infrastrutture reali e capacità produttiva su scala industriale, trasformando le innovazioni finanziate in soluzioni concrete per la transizione energetica”, ha affermato Leonardo Massa, Investment Director di MITO Technology.

“Il cleantech non è più solo una questione tecnologica, ma strategica per l’industria europea e italiana. Il Clean Industrial Deal e le nuove iniziative di politica industriale europea rappresentano strumenti fondamentali per indirizzare investimenti, innovazione e competitività verso settori strategici. Per l’Italia la sfida è tradurre questo quadro in politiche industriali concrete, rafforzando la capacità del Paese di sviluppare e produrre tecnologie chiave della transizione”, ha dichiarato Federico Cuppoloni, Direttore di Cleantech for Italy.

 

Le magnifiche 14

Ecco le startup cleantech che hanno raccolto di più nel 2025

Tulum Energy: Processo innovativo di pirolisi del metano per la produzione di idrogeno pulito – €24,3 milioni

Tretau: Cavi magnetici ad alte prestazioni per applicazioni automotive, energetiche e generali – €20,0 milioni

W-Sense: Comunicazione wireless subacquea per il monitoraggio e il trasferimento dati – €17,2 milioni

Blubrake: Sistemi frenanti anti-bloccaggio (ABS) per e-bike e veicoli elettrici leggeri – €14,5 milioni

Arsenale Bioyards: Piattaforma di bioproduzione focalizzata su prodotti alternativi a base biologica – €10,0 milioni

Finapp: Misurazione dell’acqua nel suolo e nella neve tramite sensori a raggi cosmici – €8,6 milioni

Limenet: Calce “carbon-free” con rimozione permanente di CO2 tramite stoccaggio oceanico – €7,0 milioni

Sizable Energy: Tecnologia idroelettrica di pompaggio offshore per lo stoccaggio di energia – €6,9 milioni

Krill Design: Trasformazione di sottoprodotti organici in biomateriali sostenibili – €6,0 milioni

Resilco: Trattamento di rifiuti industriali, convertendoli in materie prime secondarie – €5,0 milioni

Eliann: Piattaforma di valutazione del rischio climatico per assicurazioni e infrastrutture – €4,3 milioni

DMAT: Tecnologia per calcestruzzo green auto-riparante per una maggiore durata – €3,9 milioni

Ogyre: Recupero di rifiuti marini (specialmente plastica) attraverso i pescatori – €3,8 milioni

Novac: Supercondensatori per applicazioni marittime, automotive, aerospaziali e di rete – €3,5 milioni

Poste Italiane Dic 25

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