Tim vola in borsa, Poste Italiane precipita: così si risveglia Piazza Affari dopo che il Cda di Poste ha approvato un’offerta totalitaria di acquisto e scambio sul capitale di Tim.
Già oggi il Gruppo guidato da Matteo Del Fante controlla il 27% del capitale del gigante tlc.
Il risultato dell’operazione sarà un altro delisting per òla Borsa italiana: Tim uscirà da piazza Affari ma solo se verrà raggiunta un’adesione che possa permettere a Poste di tagliare il traguardo del 66,67 per cento del capitale.
Tim ha preso atto dell’offerta e oggi il Cda si riunirà per valutarla, ha comunicato un portavoce la sera stessa dell’offerta domenicale di Poste.
L’offerta vale 10,8 miliardi di euro. Al termine il Gruppo che ne nascerà “potrà beneficiare di una governance stabile”, dice la nota di Poste. Lo Stato sarà azionista di maggioranza sopra il 50% (dal 65% attuale su Poste) contando anche la partecipazioni di Cassa Depositi e Prestiti, che passerebbe dal 35 attuale di Poste al 28%. Il Mef scenderebbe dal 29 al 13%.
Come funziona l’operazione
Il piano del Gruppo di Del Fante passa da un aumento di capitale per emettere nuove azioni da offrire agli azionisti di Tim. Per ogni 5 mila azioni consegnate, avranno 109 azioni di Poste, più un conguaglio cash di 835 euro. Il che significa una componente in denaro di 0,167 euro per azione Tim e una componente in titoli da 0,0218 azioni ordinarie di Poste.
Ipotizzando una adesione al 100%, Poste spenderebbe 2,8 miliardi di euro e gli azionisti Tim avrebbero il 22% del capitale di Poste.
“Tim rimarrà una stand alone company”, ha detto Matteo Del Fante nel corso della call con gli analisti sull’offerta che dovrebbe essere completata entro il 2026.
I numeri del Gruppo ‘PosTim’
Il gruppo che nascerebbe al termine dell’Opas su Tim sarebbe gigantesco. “Inserita nel Gruppo, Tim rappresenterebbe un acceleratore per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese italiane”, scrive Poste nella nota che ha accompagnato l’annuncio.
I numeri:
- Ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro
- Ebit aggregato proforma pari a circa 4,8 miliardi di euro
- Numero di dipendenti superiore a 150 mila.
- Rete da 13.000 uffici postali e oltre 4.000 punti vendita Tim
- Oltre 49.000 partner terzi
- Oltre 19 milioni di clienti digitali attivi, “facendo leva sull’App “P” di Poste, leader di mercato con oltre 4 milioni di utenti attivi giornalieri“, specifica la nota
Poste vuole il digitale italiano
“La combinazione delle due realtà consentirebbe inoltre di ottimizzare e razionalizzare gli investimenti in tecnologia e digitalizzazione, attraverso una gestione congiunta degli IT spending e delle piattaforme, con significativi benefici in termini di efficienza, time-to-market e capacità di investimento in tecnologia”, si legge nella nota.
Poste, con Tim, potrà diventare il player con cui fare i conti in tutti i dossier digitali del Paese, e l’azienda è convinta che un investimento infrastrutturale “rappresenti un elemento imprescindibile per sostenere la trasformazione digitale del Paese. La sovranità tecnologica e la piena transizione verso l’Ai richiedono infatti la presenza di un attore di riferimento, capace non solo di governare le evoluzioni interne, ma anche di supportare l’intero ecosistema nazionale in un momento di cambiamento profondo. In questo senso, Poste Italiane si trova nella condizione ideale per assumere questo ruolo costruendo, da un lato, un’organizzazione moderna e Ai-driven al proprio interno e, dall’altro lato, mettendo questa capacità a disposizione del tessuto produttivo, in particolare delle Piccole e Medie Imprese, che oggi presentano un’adozione dell’AI ancora limitata. L’obiettivo è offrire un punto di accesso a infrastrutture”.
Poste Italiane: 2025 da record per ricavi, redditività e utile netto
