Il prossimo capitolo per Netflix segna l’inizio di una nuova fase: quella senza Reed Hastings.
Il cofondatore ed ex CEO, 65 anni, ha annunciato che non si ricandiderà al consiglio di amministrazione alla prossima assemblea degli azionisti di giugno. Si chiude così un percorso durato 29 anni nella società che ha fondato nel 1997. In una nota agli investitori, Hastings ha spiegato che vuole dedicarsi alla filantropia e ad altri progetti. Ha anche ringraziato i co-CEO Greg Peters e Ted Sarandos, che guidano l’azienda da gennaio 2023.
Hastings ha sottolineato la loro “forte dedizione alla crescita di Netflix”, aggiungendo che questo gli permette oggi di concentrarsi su nuove attività.
L’uscita dal board e il caso Warner Bros.
Netflix ha già dimostrato di poter crescere senza Hastings in un ruolo operativo. Ma la sua uscita completa rappresenta un’anomalia nel mondo tech, dove i fondatori restano spesso nei consigli di amministrazione per anni.
Il tempismo non è passato inosservato. L’annuncio arriva poco dopo il fallito tentativo di acquisizione di Warner Bros. Discovery.
Durante la call sui risultati, un analista ha chiesto se esistesse un collegamento tra le due cose. La risposta è stata netta.
Ted Sarandos ha escluso qualsiasi relazione. Ha detto che non c’è “nessun retroscena” dietro la decisione e che si tratta semplicemente di una scelta personale.
Netflix aveva presentato a gennaio un’offerta da 27,75 dollari per azione per Warner Bros. La società aveva accettato, ma a febbraio 2026 ha comunicato l’arrivo di una proposta migliore da parte di Paramount Skydance, guidata da David Ellison. L’accordo si è chiuso con il pagamento a Netflix di una penale da 2,8 miliardi di dollari.
Secondo Sarandos, Hastings aveva sostenuto pienamente l’operazione. Anche il consiglio aveva dato il via libera all’unanimità.
I conti e la reazione del mercato
Nonostante risultati trimestrali sopra le attese, il titolo Netflix ha perso fino al 9% nelle contrattazioni after-hours. Il mercato ha reagito alle previsioni più deboli per il secondo trimestre.
Nel primo trimestre del 2026, Netflix ha registrato un utile netto di 5,3 miliardi di dollari, in crescita dell’82,8% rispetto all’anno precedente. I ricavi sono saliti del 16,2%, fino a 12,25 miliardi.
La penale incassata da Paramount Skydance ha spinto il flusso di cassa libero a 5,1 miliardi. L’azienda ha così rivisto al rialzo le stime per il 2026, portandole a 12,5 miliardi.
Strategia: crescita, tecnologia e monetizzazione
Netflix guarda avanti e ridefinisce le priorità. L’azienda punta su tre direttrici: più contenuti, uso della tecnologia e miglioramento della monetizzazione.
Tra le novità, l’ingresso nei video podcast e negli eventi live, come il World Baseball Classic in Giappone, che ha generato un picco di nuovi abbonamenti nel Paese.
Sul fronte tecnologico, la società ha acquisito a marzo lo strumento di produzione cinematografica basato su AI sviluppato da Ben Affleck, chiamato InterPositive.
Arriva anche una revisione dell’esperienza mobile, con un feed verticale per la scoperta dei contenuti previsto entro fine aprile.
Il piano con pubblicità continua a crescere. Rappresenta il 60% delle nuove iscrizioni nei mercati in cui è disponibile. Netflix prevede 3 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari nel 2026, il doppio rispetto all’anno precedente.
Obiettivi e crescita futura
Greg Peters ha confermato gli obiettivi finanziari: crescita dei ricavi tra il 12% e il 14% e margine operativo al 31,5%.
La base utenti si avvicina a 1 miliardo di persone. Secondo Peters, resta ancora ampio spazio di crescita, considerando che la penetrazione del servizio è inferiore al 45%.
