Meta continua ad accelerare sugli investimenti in intelligenza artificiale, ma il mercato inizia a interrogarsi sulla sostenibilità di questa strategia. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha aggiornato le previsioni per il 2026, portando la spesa in conto capitale a un intervallo compreso tra 125 e 145 miliardi di dollari, rispetto ai 115-135 miliardi indicati in precedenza. L’aumento riflette il costo più elevato dei componenti e l’espansione delle infrastrutture, in particolare data center e capacità computazionale. Dopo i 72,2 miliardi investiti nel 2025, Meta si prepara a raddoppiare la spesa nel giro di un anno.
La reazione del mercato è stata immediata. Nelle contrattazioni after-hours, il titolo ha perso oltre il 6%, mentre altri gruppi impegnati nello sviluppo dell’AI, come Alphabet e Amazon, hanno registrato rialzi sostenuti anche dai risultati delle rispettive divisioni cloud.
Investimenti in crescita, ritorni ancora poco chiari
Il nodo resta quello del ritorno sugli investimenti. Interpellato sul tema durante la call con gli analisti, Zuckerberg ha definito la questione “molto tecnica”, sottolineando come la priorità resti lo sviluppo di modelli e prodotti leader.
Il gruppo sta investendo su più fronti: chip proprietari sviluppati con Broadcom, componenti Adm e sistemi Nvidia, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la capacità computazionale. Una strategia che punta a costruire infrastrutture su larga scala, senza una roadmap dettagliata sui tempi di monetizzazione.
Zuckerberg ha richiamato il modello seguito da sempre dalla società, sviluppare prodotti su larga scala e monetizzarli in un secondo momento.
Ricavi e utili in forte crescita
I risultati del primo trimestre mostrano comunque una crescita solida. I ricavi hanno raggiunto 56,3 miliardi di dollari, in aumento del 33% su base annua. L’utile operativo è salito a 22,9 miliardi, mentre l’utile netto ha registrato un incremento del 61% a 26,8 miliardi, sostenuto anche da un beneficio fiscale di 8 miliardi.
Le spese complessive sono cresciute del 35% a 33,4 miliardi, trainate dagli investimenti infrastrutturali e dall’aumento del personale, in particolare nei profili tecnici legati all’intelligenza artificiale.
Costi, personale e pressione sui margini
La crescita dei costi riflette una trasformazione strutturale del modello operativo. L’espansione dei data center, l’utilizzo di cloud di terze parti e l’assunzione di talenti specializzati stanno aumentando la pressione sui margini. Allo stesso tempo, l’azienda ha avviato una revisione dell’organico e prevede una riduzione della forza lavoro nei prossimi mesi, con tagli che dovrebbero riguardare diverse aree, tra cui vendite, recruiting e hardware.
La scommessa sull’AI
Meta considera l’intelligenza artificiale una leva centrale per il proprio business pubblicitario e per lo sviluppo di nuovi servizi. L’obiettivo è migliorare la personalizzazione dei contenuti e delle inserzioni, aumentando il tempo trascorso sulle piattaforme come Instagram, WhatsApp e Facebook.
Secondo Zuckerberg, i nuovi modelli permetteranno di superare l’approccio basato su correlazioni statistiche, introducendo una comprensione più profonda degli interessi degli utenti e dei contenuti.
Il mercato chiede risultati
Nonostante la crescita dei ricavi, gli investitori restano cauti. L’aumento della spesa solleva interrogativi sulla capacità dell’azienda di generare ritorni nel medio periodo. Secondo gli analisti, il mercato si aspetta maggiore chiarezza sull’impatto degli investimenti in AI sia in termini di ricavi sia di efficienza operativa. La percezione è che la spesa sia elevata e i benefici ancora difficili da quantificare.
La sfida per Meta è quindi duplice: continuare a investire per mantenere la leadership tecnologica e, contemporaneamente, dimostrare che questa strategia può tradursi in valore economico sostenibile.
Questo articolo è apparso originariamente su Fortune.com
