La corsa all’AI si fa sempre più serrata e gli investimenti continuano a moltiplicarsi. Anthropic, grazie al recente rilascio di Mythos, sembra aver guadagnato un leggero vantaggio rispetto a OpenAI, Google e xAI, ma non vuole fermarsi. Da quanto risulta, l’azienda guidata da Dario Amodei è in trattative con diversi investitori per un maxi round di finanziamento da 30 miliardi di dollari che farebbe arrivare la sua valutazione a 950 miliardi di dollari, due volte e mezzo superiore a quella di 380 miliardi di dollari raggiunta solo pochi mesi fa.
L’imponente cifra totale di questi nuovi investimenti sarebbe giustificata dai promettenti strumenti AI messi in campo da Anthropic negli ultimi mesi. Uno su tutti è Claude Code, strumento che permette ai robot di scrivere software in modo autonomo, alle imprese. Ma forse quello che ha fatto più scalpore è stato il modello Mythos che, secondo quanto riferisce l’azienda e diversi esperti di intelligenza artificiale, è molto efficace nell’individuare le vulnerabilità di sicurezza nei software da poter innescare una vera e propria “resa dei conti” nel campo della cybersicurezza. Tuttavia, questo strumento non è ancora pubblico ma è stato fornito in anteprima ad alcune grandi aziende tecnologiche e finanziarie statunitensi. La sua grande efficacia ha spinto funzionari statunitensi – nonostante siano in corso cause federali tra Anthropic e l’amministrazione Trump, e l’azienda sia ancora considerata come un “pericolo per la sicurezza nazionale americana” – a fare pressioni sulla Casa Bianca affinché richiedesse questo nuovo modello.
I feedback su Mythos però non sono tutti positivi e c’è anche chi mette in guardia dai rischi a cui espone uno strumento tanto potente, Proprio oggi il vicepresidente del consiglio di vigilanza della Bce, Frank Elderson, ha dichiarato che “è cruciale che le banche si attivino e agiscano ora” per fronteggiare i rischi derivanti da questo modello di Anthropic, che è “una vera e propria rivoluzione nel campo della sicurezza informatica”. Ed “esiste il rischio concreto” che le novità in arrivo dalla ‘rivoluzione’ possano essere “sfruttate da soggetti con intenti malevoli”.
