La Germania chiude la porta a UniCredit. Il governo federale ha respinto ufficialmente l’offerta pubblica di scambio lanciata dal gruppo guidato da Andrea Orcel su Commerzbank, schierandosi apertamente a favore dell’indipendenza della seconda banca privata tedesca.
La decisione arriva dall’Agenzia federale delle finanze (Finanzagentur), che gestisce la partecipazione pubblica in Commerzbank. Berlino controlla ancora circa il 12% dell’istituto, una quota ereditata dagli interventi di salvataggio messi in campo durante la crisi finanziaria del 2008.
Secondo il governo tedesco, l’offerta di UniCredit non risulta adeguata dal punto di vista economico. “L’accettazione dell’offerta era già economicamente fuori discussione, poiché non prevede un premio adeguato lrispetto all’attuale quotazione del titolo Commerzbank”, si legge nella nota ufficiale.
Ma le motivazioni vanno oltre il prezzo.
Il valore strategico di Commerzbank
Berlino considera Commerzbank un asset strategico per l’economia nazionale. La banca svolge infatti un ruolo centrale nel finanziamento del Mittelstand, il sistema delle piccole e medie imprese che rappresenta il cuore produttivo dell’economia tedesca.
“Commerzbank svolge un ruolo importante nel finanziamento dell’economia tedesca e del settore delle medie imprese”, sottolinea il comunicato. Il governo evidenzia inoltre il peso dell’istituto come datore di lavoro e come pilastro della piazza finanziaria di Francoforte.
“Entrambi questi aspetti devono essere garantiti anche in futuro”, aggiunge la Finanzagentur.
Berlino critica l’approccio di UniCredit
Il tono utilizzato dalle autorità tedesche appare particolarmente netto. Il comitato direttivo interministeriale del Fondo di stabilizzazione dei mercati finanziari (Fms) ha dichiarato di sostenere la “strategia di indipendenza di Commerzbank” e di respingere quello che definisce un “approccio aggressivo” da parte di UniCredit.
L’operazione ha assunto negli ultimi mesi una forte valenza politica in Germania. Il governo teme che una fusione possa ridurre il controllo nazionale su una banca considerata strategica e modificare profondamente il ruolo dell’istituto nell’economia tedesca.
Il progetto di UniCredit
L’obiettivo di UniCredit è creare uno dei principali gruppi bancari europei attraverso l’integrazione con Commerzbank. Secondo quanto emerso, il gruppo italiano punta a semplificare la struttura internazionale della banca tedesca e a concentrarne maggiormente le attività sul mercato domestico.
L’offerta è arrivata dopo che UniCredit aveva progressivamente aumentato la propria presenza nel capitale dell’istituto. Nelle scorse ore la banca italiana ha comunicato di aver superato la soglia del 30% che si era prefissata, partendo da una partecipazione già vicina al 27%.
Una partita ancora aperta
Il rifiuto di Berlino rappresenta un ostacolo rilevante per il progetto di Andrea Orcel, ma non chiude necessariamente la partita. La posizione del governo tedesco conferma però quanto il dossier Commerzbank sia diventato uno dei casi più delicati del consolidamento bancario europeo, dove alle logiche finanziarie si affiancano sempre più spesso considerazioni industriali, occupazionali e di interesse nazionale.
