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31

PROFESSIONE

Ricercatori

AZIENDA

Inmi Lazzaro Spallanzani di Roma

La nomina di giugno a Cavaliere al merito della Repubblica italiana, per Francesca Colavita, è stata la degna conclusione di 6 mesi che di ordinario hanno ben poco. A gennaio era una ricercatrice precaria all’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani di Roma; a fine mese, proprio nell’ospedale romano, arrivavano i primi due casi conosciuti di Coronavirus in Italia, due turisti cinesi che avevano accusato i sintomi della malattia in un albergo romano. Grazie a loro, insieme alle colleghe Maria Rosaria Capobianchi e Concetta Castilletti, contribuiva a isolare il genoma del Sars-Cov-2, il nuovo Coronavirus. Il risultato è stato fondamentale per conoscere meglio il virus, e ha dato il via alla grande battaglia dei ricercatori italiani contro l’epidemia, idealmente fino ad arrivare a quelli al lavoro sul vaccino anti Covid nei laboratori Irbm di Pomezia. Ovunque è stato dato grande risalto allo stato lavorativo precario di Colavita, la cui storia esemplifica effettivamente molto bene sia il valore dei giovani scienziati italiani sia il modo in cui vengono spesso dimenticati. Il 13 febbraio, per la classe 1990 arriva l’assunzione dalla Regione Lazio presso l’istituto romano. Oltre a Colavita, Mattarella ha premiato il resto del team dell’istituto: i biologi Fabrizio Carletti, Antonino Di Caro, Lucia Bordi, Eleonora Lalle, Daniele Lapa, Giulia Matusali. Maria Rosaria Capobianchi, a capo del team che ha contribuito a isolare il virus, e Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti.