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ETÀ

34

PROFESSIONE

Winemaker

AZIENDA

Mora&Memo

Ereditata la passione per vigne e vino dal nonno Salvatore, fin da bambina gira tra i filari sul trattore del padre Mario. Vintage 1987, Elisabetta Pala cresce respirando l’atmosfera della cantina e coltivando un sogno: fare un vino a propria somiglianza. Un anelito intimo, che prende forma nel 2011 quando la giovane eredita 40 ettari di vigneti in Serdiana, a pochi chilometri da Cagliari, un borgo del vino che ospita diverse cantine. Dà vita al progetto Mora&Memo e le prime bottiglie vedono la luce due anni dopo. L’azienda, con cui si stacca senza conflitti dall’attività di famiglia, ha radici e anima profondamente legate al territorio. Ci mette la sua visione di un mondo, quello del vino, ancora tradizionalmente maschile, specie in Sardegna, dove sono poche le donne a capo di aziende vinicole. Un mondo che Elisabetta vuole innovare, ma conservandone la memoria. “Non saprei definire un momento preciso in cui è avvenuto lo scarto – dice Elisabetta – perché l’ingresso delle donne è stato graduale. Negli ultimi 15 anni hanno iniziato a guidare le aziende di famiglia, con attenzione e competenza, ma hanno anche dato vita a nuovi progetti e ora le prime enologhe stanno prendendo la scena. Questa è una cosa bellissima, perché porta un carattere diverso al vino. E soprattutto aiuta a superare i pregiudizi. La donna è cambiata, non esiste più il rosato da donna ma piuttosto siamo consumatrici di rosso”. Elisabetta – vignaiola e mamma – è attualmente referente de Le Donne del Vino per la Sardegna. Guida Mora&Memo con garbo e la porta a produrre 6 etichette (tutte da vitigni autoctoni) per un totale di 80mila bottiglie, che distribuisce in Italia e all’estero. “Finalmente l’attenzione verso il vino di Sardegna sta cambiando – rimarca – e siamo nelle carte dei vini. La strada è ancora lunga, ma anche all’estero c’è più conoscenza dei nostri prodotti e delle peculiarità della nostra terra. Ora anche la Sardegna è un ‘brand’ riconoscibile, capace di ritagliarsi una fetta di mercato”. Guardando in prospettiva, sostiene con convinzione l’evoluzione del mondo enoico verso la sostenibilità. “Noi e molti altri stiamo spingendo sul risparmio energetico e la riduzione del CO2 – dice – per cui acquistiamo bottiglie più leggere, scegliamo materiali a impatto ridotto e riciclabili, facciamo attenzione nella scelta delle etichette”.
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