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Agenzia Entrate: no a esoneri da fatturazione elettronica

Nessuna categoria potrà essere esonerata dall’obbligo di fatturazione elettronica: il rischio di errori da parte degli operatori potrebbe infatti avere “ripercussioni sulle azioni di prevenzione e contrasto a fenomeni di frodi ed evasione Iva”. Antonino Maggiore, nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate oggi in audizione alla Commissione finanze della Camera, si dice convinto che se “si prevedesse di intervenire normativamente per limitare l’obbligo” di fatturazione elettronica “a specifiche categorie si introdurrebbero elementi di notevole complessità” per gli operatori, aumentando “notevolmente il rischio di errori” da parte degli operatori stessi, “con conseguenti difficoltà di controllo”.

“Io credo che si possa partire il primo gennaio, abbiamo fornito elementi utili a riflettere”, ha detto Maggiore rispondendo ai deputati che chiedevano di sospendere e rinviare al 2020 l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati per “semplificare la procedura” e “dare il tempo ai contribuenti di prepararsi”, come ha spiegato Sestino Giacomoni (Fi).

Quello della fatturazione elettronica, ha ricordato Maggiore, “è un processo ‘simmetrico’ che vincola non solo il soggetto emittente ma anche quello ricevente a gestire come elettronica la fattura”. Se ci fossero categorie esonerate si introdurrebbero “complessità per gli operatori stessi (e per i loro intermediari) nella gestione quotidiana delle fatture e, quindi, nei processi amministrativi e contabili ad esse strettamente correlati, con la necessità di individuare – di volta in volta – se il soggetto emittente ovvero quello ricevente rientri nelle categorie per le quali decorre l’obbligo nonché trattare alcune fatture come elettroniche altre come analogiche”. Stesse difficoltà in cui incorrerebbe l’Agenzia “nel gestire la coesistenza di adempimenti – fatturazione elettronica e spesometro – differenziati per categorie di operatori IVA, disciplina giuridica e tecnica (norme, prassi, provvedimenti e specifiche tecniche diversi) e termini”. Maggiore comunque ricorda che già circa “un milione di soggetti Iva” che rientra nel regime dei minimi e forfettari è esonerato, cui si aggiungono “i soggetti che emettono scontrino o ricevuta fiscale”. Il direttore dell’Agenzia ha infine evidenziato che “dall’analisi dei dati pervenuti attraverso lo ‘spesometro’ 2017, circa l’85% delle imprese emette annualmente un numero di fatture inferiore a 500”.

Dal primo luglio ci sono state quasi 4 milioni di fatture elettroniche tra privati e in questa “fase si avvio” dell’obbligo della e-fattura “non sono emerse particolari situazioni di criticità, né dal punto di vista infrastrutturale né dal punto di vista delle richieste di assistenza”, ha aggiunto Maggiore. L’obbligo è infatti scattato dal primo luglio per i subappalti della pubblica amministrazione e per il settore dei carburanti, esclusa la vendita al dettaglio, rinviata a gennaio 2019 quando l’obbligo sarà generalizzato. Al 25 settembre, secondo i dati forniti da Maggiore alla commissione, ci sono stati 3,942 milioni di fatture tra privati, 102mila soggetti hanno chiesto il Qr code per trasmettere e il numero di registrazioni dell’indirizzo telematico è di 64.874 soggetti “in parte già obbligati e in parte che in prospettiva saranno obbligati alla fatturazione elettronica”.

Grazie alla fattura elettronica si elimina non solo lo Spesometro, ma anche il “consumo di carta” e “i costi di archiviazione, sia per gli spazi che per il personale addetto”. L’Agenzia delle entrete “rende disponibile gratuitamente un servizio di conservazione digitale che assicura piena valenza sia ai fini fiscali che civilistici e l’eliminazione dei costi di spedizione delle fatture cartacee”. Tra i vantaggi, secondo Maggiore, anche “la riduzione dei costi amministrativi sia nella fase di registrazione”, perché i file possono essere direttamente importati nel sistema gestionale senza necessità di attività di data entry, sia “di pagamento/incasso, che determinano spesso la necessità di disporre della fattura di riferimento” oltre alla “riduzione degli errori di registrazione”.

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