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Terna: ora legale conviene, risparmio 111 mln

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Domenica 28 ottobre lancette indietro di 60 minuti: alle tre di notte torna l’ora solare. Un cambio dell’ora che già dall’anno prossimo potrebbe non essere più necessario, vista la volontà europea di abolirlo. L’iniziativa di Bruxelles è nata da un sondaggio al quale hanno partecipato 4,6 milioni di persone (perlopiù dalla Germania e dai Paesi nordici): l’84% di questo campione si è detto contrario all’ora legale. Mentre si attende che anche il nostro Paese prenda una posizione, Terna fornisce qualche numero per capire se il cambio di orario abbia ancora ragione (economica) d’esistere, perlomeno nel nostro Paese.

Secondo le stime preliminari registrate dalla società che gestisce la rete elettrica nazionale, dal 25 marzo 2018, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 554 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 205 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 290 mila tonnellate.

Considerando che nel periodo di riferimento un kilowattora è costato in media al cliente domestico tipo circa 20 centesimi di euro al lordo delle imposte, il risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a circa 111 milioni di euro. Nei mesi di aprile e ottobre si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.

Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Dal 2004 al 2018, secondo i dati elaborati da Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 9 miliardi e 100 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 545 milioni di euro. Per verificare come il consumo di energia sia “sincronizzato” con l’orario, dalla home page del sito Terna, www.terna.it, è visibile la “curva di carico” che rappresenta l’andamento del consumo di energia elettrica in Italia in tempo reale.

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