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Risparmio, gli italiani più formiche che cicale

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Molto più formiche che cicale: gli italiani, quando si parla di soldi, puntano più al risparmio che all’investimento. A dirlo la ricerca della startup Oval Money e Jeme Bocconi presentata oggi in occasione della 94 esima giornata del risparmio. Realizzata su oltre 3100 persone provenienti da tutte le regioni d’Italia, con un’età compresa tra i 18 e 65 anni – anche se il 55 per cento ha tra i 18 e i 34 anni – l’indagine rivela che agli italiani manca una visione di lungo periodo sul tema del risparmio, che vorrebbero risparmiare più di quanto riescono effettivamente a fare e che investono poco. Ma soprattutto che non hanno una educazione finanziaria adeguata.

“Ci aspettavamo alcuni dei dati che sono usciti ma non tutti. Per esempio, che stessimo recuperando terreno sui pagamenti cashless, preferiti dal 55 per cento degli intervistati contro il 38 per cento che ancora paga in contanti, ce lo aspettavamo. Mentre ci ha stupito l’inversione di tendenza tra l’uso delle carte di credito e quelle di debito: oggi si usano di più le carte di debito a scapito delle altre”, spiega Claudio Bedino, Coo e fondatore di Oval Money, app nata due anni fa che permette di risparmiare, investire e aumentare la propria consapevolezza finanziaria.

Uno dei punti analizzati nella ricerca è il sentimento che il denaro suscita: il 55 per cento del campione dice che il denaro gli suscita un sentimento di “indipendenza e sicurezza”, mentre per il 13,7 per cento è fonte di “preoccupazione”. Più spregiudicata la fascia 18-24 anni per la quale il denaro è “piacere, potere ed eccitazione”, soprattutto per la componente maschile. Per gli adulti (35-54 anni) i soldi sono sinonimo di “preoccupazione e paura”, sentimento che si smorza invece per gli over 65.

Il tema centrale è quello del risparmio e qui emerge che gli italiani hanno una “volontà di risparmiare” non tanto per fini pianificati quanto per avere una “maggiore sicurezza riguardo il proprio futuro e quello dei propri figli”. Peraltro, la propensione al risparmio cresce di pari passo con l’età: cresce tra i 35 e i 54 anni all’aumentare delle responsabilità familiari e quindi anche propensione al risparmio. Mentre la fascia più anziana della popolazione si gode i soldi messi da parte. Nei giovani invece mancano consapevolezza e educazione al risparmio: l’8 per cento dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni sostiene che “il risparmio non sia una sua priorità e che non ci pensa”. Il 74,7 per cento degli italiani invece vorrebbe risparmiare di più ma a causa delle troppe spese (49 per cento) o della scarsa conoscenza di mezzi disponibili per farlo (25,7 per cento), non ci riesce.

L’educazione finanziaria è infatti ciò che più manca agli italiani: il 40 per cento degli intervistati preferisce il “fai da te” piuttosto che affidarsi a uno specialista del settore. Questo porta a una generale tendenza a non investire. In questo, poi, le donne sono ancora più caute degli uomini: il 50 per cento di loro non fa alcun investimento dei propri risparmi perché preferisce accumularli in banca o ricorrere a strumenti a basso rischio (28 per cento). Gli uomini sono più lanciati, soprattutto se nella fascia over 65. “Il fatto che negli italiani ci sia un problema di educazione finanziaria lo avevamo notato anche grazie ad altri studi. Questa volta abbiamo avuto la conferma che questa poca conoscenza di quello che è il mondo finanziario derivi in primis dal contesto familiare. Le fasce meno coinvolte in questo tipo di scelte sono quelle tra i 25 e i 34 anni e quella tra i 35 e i 44: il 50 per cento di loro non lo è mai, mentre gli over 65 sono quelli che sono stati coinvolti di più (20 per cento)”, commenta Bedino. E aggiunge: “Chi non ha in passato partecipato a livello familiare alle scelte finanziarie ha poi una attitudine al denaro più apprensiva, ha un rapporto complicato col denaro. Ed è chiaro che coloro che hanno così tanta ansia nell’approcciarsi al denaro sono abbastanza responsabili ma meno redditizio, perché non investono e puntano solo a mettere da parte i soldi”.

Infine, nell’elaborare il report, è stato fatto anche un test. Gli analisti hanno paventato agli intervistati la possibilità di avere immediatamente 500 euro extra, oltre ai soldi che regolamente guadagnano. Ebbene, il sei per cento degli intervistati ha risposto che li spenderebbe subito, mentre il 94 per cento li metterebbe via. “Eppure – conclude Bedino – quest’alta percentuale non è così positiva perché non prevede una proiezione del futuro: le persone non mettono via i soldi per investirli ma solo per tenerli in banca”. Formiche, quindi. Non ancora cicale.

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