Banca Carige crolla in borsa, il titolo perde il 49%

Banca Carige ha avviato gli scambi in Piazza Affari dopo non essere riuscita a fare il prezzo per gran parte della seduta, e il titolo ha chiuso con un tonfo del 48,65% a 0,0019 euro, dopo aver raggiunto anche il 51%. Ieri il cda ha approvato la manovra di salvataggio che prevede un rafforzamento di 400 milioni per la gran parte sostenuto dallo Schema Volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). NEi primi nove mesi dell’anno si è registrato un rosso da 190 milioni.

“Con il rafforzamento patrimoniale abbiamo completato la prima missione. Finita la fase di emergenza iniziamo ora a guardare al futuro lavorando al piano e al rilancio commerciale della Banca”. Lo ha detto il ceo di Banca Carige, Fabio Innocenzi, illustrando a tutti i dipendenti, insieme al presidente Pietro Modiano, la manovra messa a punto dalla banca per rafforzare il patrimonio. “Dopo aver messo in sicurezza la banca grazie ai 320 milioni dello Schema Volontario – ha detto Modiano – adesso possiamo riprendere un percorso di banca orgogliosa del suo radicamento sul territorio”.

“Che Carige viva un momento non facile è noto a tutti, che Carige ce la possa fare e ce la farà, ne siamo ampiamente convinti. Siamo sicuri che la fiducia dei liguri nella banca non manca e non mancherà”, ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Siamo fiduciosi che gli azionisti di controllo e il nuovo management sappiano trovare accordi larghi per rilanciare una banca fondamentale per il nostro territorio”, ha aggiunto.

“Il fondo speriamo venga rimborsato, quando ci sarà l’aumento di capitale o comunque quando qualcuno interverrà. Non saremo noi ad intervenire”. Così il consigliere delegato di Ubi Victor Massiah è intervenuto, a margine dell’assemblea degli industriali bresciani, sul contributo al fondo interbancario di tutela dei depositi sceso in campo per il salvataggio di Carige. “Ubi interverrà al salvamento di Carige attraverso il fondo Interbancario, ma non lo farà direttamente come istituto di credito”, ha precisato Massiah ricordando “che le banche intervengono in questa situazione con soldi privati”.

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, non teme un “effetto contagio” dopo il bond emesso da Carige nell’ambito del piano di rafforzamento. “Evitiamo generalizzazioni, valutiamo le singole operazioni per quello che sono”, sottolinea intervenendo agli Stati Generali del Credito. “Evitiamo generalizzazioni categoriali che non servono a nessuno. Le banche in questo paese hanno usato pochissimo, anzi nulla, rispetto ad altri paesi il Fondo per il salvataggio”, evidenzia Boccia invitando a stare “molto attenti perché l’incremento dello spread e l’attacco alle banche può comportare un elemento di credit crunch che poi arriva a dare problema all’economia reale”.

L’aumento di capitale da 400 milioni che Carige lancerà il prossimo anno sarà molto diluitivo per gli attuali azionisti, che dovranno sottoscrivere le nuove azioni se vorranno difendere l’investimento fin qui sostenuto. Lo affermano gli analisti di Banca Akros, il cui giudizio sul titolo resta sospeso. “Vediamo un forte incentivo per gli attuali azionisti alla sottoscrizione del bond subordinato allo scopo di minimizzare la diluizione potenziale” che “sarà molto grande alla luce del fatto che la ricapitalizzazione è pari a circa due volte l’attuale capitalizzazione”. Per Equita “nonostante l’iniezione di capitale, è difficile tuttavia pensare che la banca possa essere un target di M&A” con un rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale delle esposizioni (npe ratio lordo) “superiore al 25%”. La banca ha attualmente un npe ratio lordo del 25,9% che scenderà al 21,7% una volta conclusa la cartolarizzazione fino a un miliardo di sofferenze già in programma, con l’obiettivo di abbassarlo ulteriormente al 15,8% a fine anno. “Assumendo un target di Npe Ratio al 15% – afferma il broker – il CET1 scenderebbe al 10,4%”, poco sopra il requisito srep del 10,25% fissato dalla Bce per il 2018, con una valutazione di “0,33 volte il patrimonio netto tangibile”.