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Salvini “fa salire lo spread”. Tria: nervosismo mercati ingiustificato

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Matteo Salvini parla e lo spread sale. Non è una mera intuizione ma quanto riscontrato da due report: uno di Unicredit e uno di Mps. Sono, dunque, le parole del vicepremier della lega ad aver provocato il balzo dello spread Btp-bund degli ultimi due giorni fino a sfiorare, oggi, quota 290. In deciso rialzo da 280 punti base di ieri. Il tasso sui titolo decennale tedesco è sceso stamani a -0,094%, ai minimi dal 2016.

“I Btp sono stati sotto pressione dopo i commenti di Matteo Salvini sul deficit”, dice la banca milanese. “Rimangono sotto pressione i Btp dopo alcune dichiarazioni del vicepremier, Salvini, sul fatto che il governo potrebbe sforare il deficit del 3% con la prossima legge di bilancio”, concorda Mps.

Unicredit nota che i prezzi sono sotto pressione (e i rendimenti salgono di pari passo) per una combinazione di fattori, fra cui “un peggioramento dell’appetito per il rischio a livello globale, così come la prudenza degli investitori in vista delle elezioni per il Parlamento europeo”. Le parole del vicepremier e ministro dell’Interno hanno fatto impennare il differenziale di rendimento, che oggi ha continuato a salire.

Ma per il ministro dell’economia Giovanni Tria il nervosismo dei mercati, che si legge nelle oscillazioni dello spread, è ingiustificato ma comprensibile alla vigilia di queste importanti elezioni europee. Ingiustificato perché gli obiettivi di finanza pubblica del governo, afferma Tria, sono quelli proposti dal governo stesso e approvati dal parlamento con il Documento di economia e finanza. Il governo è al lavoro perché questi obiettivi siano raggiunti nel quadro di una politica di sostegno alla crescita e all’occupazione.