7 Giugno 2019

Star della musica e dello sport investono nelle startup

Carlotta Balena

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Venture capitalist ‘atipici’. Non i soliti business angel, ma stelle della musica, dello spettacolo o dello sport, che decidono di investire i propri soldi puntando su startup innovative che stanno rivoluzionando (o lo hanno già fatto) il mondo del cibo, dello sport, dei servizi o dei consumi.

L’ultima grande operazione è quella che ha portato un aumento di capitale di 300 milioni di dollari a Impossible Foods, startup americana che ha accettato la sfida di produrre hamburger senza carne, a base di proteine vegetali (la startup ha raccolto in tutto 750 milioni di dollari). Non semplici hamburger vegetali, però, bensì succose polpette in tutto e per tutto simili alla carne, prodotte in laboratorio con una accurata ricetta finalizzata a riprodurre anche nel sapore, il gusto della carne di manzo. Dietro all’aumento di capitale c’è un gruppo di investitori tra cui figurano il rapper e produttore Jay-Z, la pop star Katy Perry, il figlio di Will Smith, Jaden Smith, il giocatore di football dei Minnesota Vikings Kirk Cousins e la star del tennis Serena Williams. La startup aveva già avuto il sostegno di Bill Gates e del fondo di Peter Thiel.

Le star dello sport o della musica non hanno ambiti di preferenza dove investire: semplicemente sostengono quelle aziende che reputano promettenti in termini di crescita. Jay-Z, per esempio, attraverso il suo fondo di investimento lanciato nel 2018 Marcy Venture Partners ha appena guidato l’aumento di capitale di un milione di dollari della startup del New Jersey Partake Foods, che produce biscotti privi di allergeni. Nel 2011, poi, aveva investito nel round di serie B di Uber, in JetSmarter, la “Uber degli aerei”, che permette di prenotare un viaggio usando un jet privato, e in Julep, la startup nel settore beauty che vende tramite eCommerce.

Anche Serena Williams, vincitrice di 23 tornei di Grande Slam, ha lanciato cinque anni fa la sua società di investimenti Serena Ventures, con la quale sostiene startup innovative che propongono prodotti e servizi che la tennista ritiene essere “disruptive”, cioè – come si legge nel sito della società – che stanno cambiando il mondo. Nello scegliere le aziende, Williams presta molta attenzione alla diversità nella leadership, privilegiando società guidate da donne, che si rivolgono a un target femminile oppure fondate da afroamericani. Il portafoglio del fondo ammonta a 12 milioni di dollari e le startup supportate sono oltre trenta. Molte, sì è detto, quelle dedicate alle donne: c’è The Wing, che aggrega comunità di lavoratrici offrendo co-working pensati per far crescere la coesione della comunità, oppure Billie, che ribalta un mercato che offre i rasoi per donne a prezzi più alti rispetto a quelli da uomo, offrendo prodotti per la depilazione femminile a un prezzo sostenibile. Poi c’è Lola che invia tamponi e assorbenti a domicilio, Floravere che permette di acquistare abiti da sposa di design e di lusso a buon prezzo, e infine le startup per le mamme: come quella che consegna pacchi di abbigliamento per i bimbi al cambio di stagione oppure cibi sani e organici per i più piccoli. Il fitness e il nutrimento sano sono essenziali per uno sportivo, e nel portafoglio di Serena Williams non potevano mancare startup che si occupano proprio di questo: Olly distribuisce proteine e super food in versione barretta o da prendere come caramelle, mentre Daily e Harvest consegna cibi a base di frutta e verdure freschissime in barattoli congelati.

Ma Serena Williams non è l’unica sportiva ad investire i propri soldi in startup innovative. Tra gli investitori di Fever, la startup delle esperienze che lo scorso anno ha raccolto 20 milioni di euro, c’è il calciatore Sergio Ramos, mentre il difensore del Barca Gerard Piquè ha puntato su Kerard Games, che produce videogiochi. Lo scorso anno l’attaccante della Lazio, Ciro Immobile, ha investito in Moovenda, la startup italiana del food delivery che ha chiuso un round del valore complessivo di un milione di euro. Non da meno l’attaccante della AS Roma Stephan El Shaarawy che già nel 2017 dichiarava il suo interesse nel settore delle startup investendo insieme al fratello Manuel. El Shaarawy ha messo un milione in Whoosnap, startup nata nel cortile di Luiss Enlabs, l’acceleratore romano gestito da LVenture Group, che permette di realizzare foto e video su richiesta: gli utenti indicano luogo e modalità dello scatto e propongono una ricompensa per chi lo realizzerà. Tra le aziende finanziate da El Shaarawy ci sono anche la startup dei pagamenti mobili Satispay, la piattaforma di crowdfunding CharityStars e l’app FacilityLive.

Anche il rapper e influencer più “instagrammato” d’Italia, Fedez, ha deciso di investire parte del suo patrimonio nelle startup: insieme ad altri imprenditori, nel 2018 ha puntato un milione e 300 mila euro in Zerogrado, una startup di Treviso che attraverso la sua divisione “Zerogrado for Creators” permette agli youtuber di accrescere la propria base fan e di monetizzare la propria audience mediante dinamiche di gamification.

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