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Cargo aereo, Malpensa terzo per crescita in Europa

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Le posizioni sul podio sono note e stabili da molti anni: l’aeroporto di Milano Malpensa, hub del Nord industriale, occupa lo scalino più alto per la movimentazione delle merci, il cosiddetto cargo aereo: nel 2018 ha superato la soglia delle 500mila tonnellate, toccando quota 572mila. Sul secondo scalino troviamo Roma Fiumicino, l’hub della capitale, con meno della metà di movimentazioni, 205mila tonnellate. Per i passeggeri il podio si inverte: prima assoluta Roma con quasi 43 milioni di passeggeri lo scorso anno, Malpensa a seguire con 24,7 milioni di passeggeri. Chiare le rispettive vocazioni.

Ma l’Associazione nazionale agenti merci aeree (Anama), insieme con il Cluster cargo aereo, si è resa conto che le sole statistiche ufficiali non bastavano e ha maturato la necessità di avvalersi di maggiori informazioni e analisi sul mercato: è nato così l’incarico a EY di raccogliere ulteriori dati sui due principali aeroporti cargo italiani e di valutarne la competitività rispetto ai principali concorrenti europei, gli scali di Amsterdam, Bruxelles, Parigi, Madrid, Francoforte, Monaco, Lipsia, Liegi, Lussemburgo e Zurigo. E’ questa la genesi del primo rapporto dell’Osservatorio Cargo Aereo, punto di partenza per un futuro, periodico benchmarking europeo che individui le strade per crescere e le indichi agli operatori.

Dal confronto con i big europei il cargo aereo italiano, e l’hub varesino in particolare, non escono poi così male, pur in presenza di ampi margini di miglioramento e di sviluppo. Le merci aeree rappresentano il 22,6% del valore dell’export italiano extra-Ue, confermandosi settore fondamentale per l’economia dell’Italia, Paese tradizionalmente vocato all’export e che fa della qualità dei propri prodotti, il Made in Italy, la chiave del successo commerciale.

Milano Malpensa si colloca al 7° posto tra gli aeroporti analizzati, sia per merci totali che per merci in import ed export, evidenziando una crescita nell’ultimo decennio del 6,9%, la terza più alta fatta registrare dal panel, dopo Leipzig Halle (+9,8%) e Paris Charles de Gaulle (+8,4%). Ancor più significativo il 1° posto di Milano Malpensa per numero di iniziative infrastrutturali e ben avviati sono anche i progetti di collaborazione digitale per ridurre i tempi del ciclo logistico e condividere i dati.

Tuttavia il gap tra il sistema aeroportuale italiano e quello dei principali competitor è ancora grande: i due hub movimentano solo il 7% delle merci europei mentre i primi tre scali – Amsterdam, Parigi e Francoforte – toccano il 55%. Malpensa e Fiumicino risultano fanalini di coda sia per il numero di magazzini (rispettivamente 6 e 5 rispetto ai 50 di Francoforte) che per la dimensione (70mila mq e 25mq contro i 700mila di Parigi). Con 51 destinazioni Milano è ultima mentre Roma, con 90, è quartultima a fronte delle 431 di Amsterdam, le 364 di Parigi e le 300 di Francoforte. Roma si posiziona in coda anche per tonnellate movimentate. Sul fronte dell’operatività e dei servizi Malpensa e Fiumicino hanno livelli di saturazione rispettivamente del 60% e del 66%, quindi la capacità potenziale è ancora elevata. Se la copertura garantita per le merci speciali è sopra la media, il servizio di dogana h23/7 è offerto solo per sdoganamenti elettronici. Lo scalo romano è il primo in Italia ad avere ricevuto la certificazione Iata Ceiv per i prodotti farmaceutici.

“Questo primo studio ci restituisce un quadro in chiaroscuro dei nostri principali aeroporti – ha commentato Marina Marzani, presidente di Anama -. Ci sono aspetti di qualità e molti altri su cui lavorare, pubblico e privato insieme, per migliorare: in primis le infrastrutture, piste, magazzini, parcheggi e strade di collegamento, e un incremento delle rotte servite per aumentare i traffici. E’ anche necessaria un’accelerazione nella digitalizzazione dei processi”. “Questo primo studio traccia la strada per capire come risolvere tutti insieme i problemi del settore – Alessio Quaranta, direttore generale dell’Enac, ha ringraziato per l’analisi -. In termini di politiche pubbliche c’è bisogno di un approccio ad hoc: l’elevata qualità del prodotto trasportato ha bisogno di tempi rapidi di gestione e consegna”.