31 Ottobre 2019

Stangata su 2 milioni di veicoli nella Legge di Bilancio

Fortune

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Una stangata che colpisce 2 milioni di veicoli. Ma l’industria dell’auto non ci sta. E si scaglia contro la tassa sui veicoli aziendali, spuntata in manovra. “Colpisce 2 milioni” di macchine e lavoratori, tuona l’Aniasa, l’associazione delle imprese del noleggio. Ma è anche polemica politica. Insorgono le opposizioni e i mal di pancia si fanno sentire all’interno della maggioranza. “Non è su tutte le aziende, solo le più grosse”, sostiene il sottosegretario pentastellato all’Economia, Alessio Villarosa. Sta di fatto che la stretta sul cosiddetto ‘fringe benefit’, a quanto si apprende, dovrebbe fruttare 513 milioni.

Oggi l’auto aziendale rientra tra le voci della retribuzione, ma solo il 30% del suo valore è sottoposto a imposizione. Uno sconto fiscale che nasce da una constatazione, spiega l’Aniasa: “tassare solo l’uso slegato dal lavoro. Presupponendo che l’auto aziendale da lunedì al venerdì sia a disposizione del dipendente per lo svolgimento delle sue mansioni, quello che emerge a fini fiscali sarebbe solo il weekend”. Le bozze di manovra tolgono l’agevolazione, per cui tutto il valore dell’auto sarebbe soggetto a imposte. Su questa parte di reddito quindi la tassazione triplicherebbe. E gli interessati sarebbero tutti coloro che hanno la macchina a disposizione in uso esclusivo, escludendo i veicoli in ‘pool’, per cui hanno le chiavi più dipendenti, e gli agenti di commercio, il cui lavoro è inscindibile dalle quattro ruote.

La stretta fiscale si farebbe così sentire sull’80% del parco auto aziendale complessivo, sempre secondo Aniasa, il ramo di Confindustria attivo nel noleggio. Una misura, lamenta l’associazione, “che affossa definitivamente il mercato dell’auto e che colpisce in busta paga circa 2 milioni di lavoratori”, quanti sono i mezzi interessati. “Il Governo che, a parole con il Tavolo sull’Auto, dichiara di voler supportare la filiera delle quattro ruote, ne sta determinando il collasso”, è l’accusa dell’associazione.

Quanto alla diffusione, secondo l’Aniasa “le auto aziendali ormai sono molto diffuse, presenti in oltre il 90% delle grandi aziende ma anche in molte piccole e medie imprese. Non c’è un settore merceologico che tira di più. E non è vero – sottolinea – che si tratta sempre di segmenti alti: in termini quantitativi dominano modelli come Panda e 500L, ovviamente poi le flotte aziendali coprono quote consistenti anche nel segmento alto”. I noleggiatori fanno poi notare come nel settore il ricambio sia veloce, per cui si tratta di vetture che avrebbero emissioni più basse e standard di sicurezza più alti.

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