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Impossible Foods produce carne di maiale a base vegetale per la Cina

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La startup degli hamburger ‘impossibili’, cioè quelli fatti con proteine a base vegetale, dopo aver conquistato gli Usa, ha messo gli occhi sulla Cina. Per “aggredire” il paese più corposo in un mercato – quello della carne – che vale 2,7 trilioni di dollari globalmente. Dopo aver creato hamburger dall’aspetto succulento e da sapore – assicurano quelli che l’hanno assaggiato – molto simile al gusto ferroso della carne (dato dall’aggiunta di una particolare proteina Eme), l’azienda che produce carne senza usare la carne si sa concentrando su una nuova sfida: creare un prodotto che riproduca il sapore della carne di maiale. Per entrare nel mercato cinese, dove non solo il maiale è molto apprezzato, ma per assicurarsi di farsi un nome nel paese che copre il 28% del consumo mondiale di carne.

“La Cina è sempre stata il paese più importante dove portare la nostra missione” ha detto il Ceo di Impossible Food, Pat Brown, a Bloomberg durante il China International Import Expo a Shanghai. “Abbiamo già prototipi molto buoni di maiale plant-based” cioè a base vegetale. “Resta solo da metterli in commercio e scalare il settore”. Impossibile Food, stando alle parole di Brown, starebbe infatti stringendo accordi commerciali con potenziali partner locali e direttamente con il governo cinese.

Qualora la startup riuscisse effettivamente a entrare in modo efficace nel mercato cinese, questo cambierebbe definitivamente le sorti del settore dei prodotti vegetali surrogati della carne che, secondo Barclays, può raggiungere i 140 miliardi di dollari nel prossimo decennio. Attualmente la carne “fake” pesa meno dell’1% del consumo mondiale di carne, ma ha la potenzialità di crescere ed arrivare a coprire il 9% da qui al 2040. D’altronde Impossibile Foods è già riuscita a conquistare, in parte, un mercato dove la carne è molto apprezzata, quello americano, che ha ormai adottato gli hamburger da laboratorio nei fast food di Burger King e in molti altri ristoranti in tutti gli Usa.

Oltre il 60% dei cinesi che consumano quotidianamente carne sceglie il maiale, ma una recente epidemia di febbre suina ha costretto molti allevatori ad abbattere i capi di bestiame. Così, i prezzi della carne di maiale sono saliti di circa il 70% nel mese di settembre. Un momento buono per entrare nel mercato per Pat Brown che con la sua azienda può offrire una valida alternativa.

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