21 Novembre 2019

Imballaggi riutilizzabili, la sfida alla plastica di Papwa

Nicola Sellitti

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Una sfida alla plastica monouso, attraverso l’utilizzo di imballaggi riutilizzabili e dotati di tag in radiofrequenza. Si chiama Papwa, da Butrio, Udine, e si è aggiudicata la palma di miglior startup del Nord Est nell’ambito di CambiaMenti 2019, premio organizzato dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia per il riconoscimento al pensiero innovativo delle nuove imprese italiane, con mille partecipanti e 37 startup in competizione.

Imballaggi riutilizzabili, dunque, il ritorno del vuoto a rendere, come avveniva in passato con il vetro, ma stavolta con materiali di ultima generazione, per la sostituzione della plastica monouso. Per una piccola rivoluzione nella distribuzione organizzata, con una combinazione tra imballaggi intelligenti, servizi di lavaggio industriale e servizi logistici nella grande distruzione, destinati alla vendita di prodotti freschi. Quindi, per ortofrutta, carne, insaccati, pesce, formaggi.

La guerra alla plastica di Papwa (che conta sull’appoggio di Legambiente) passa per prodotti realizzati con polimeri plastici ad alta resistenza, oppure prodotti siliconici, che il cliente riconsegnerà al supermercato, che a sua volta ne rimette a disposizione altri, lavati e pronti all’utilizzo.

“L’idea è saltata fuori alla fine del MIB Trieste School of Management di Trieste – spiega Alessandro Vezzil, uno dei quattro soci, assieme a Monica Andreazzo, Matteo Codognotto, Arturo Caissut – siamo riusciti a emergere, poi c’è stato il processo di fattibilità, sino all’ultima fase, all’analisi finanziaria della situazione della distribuzione organizzata nel mondo reale. Il nostro progetto mette assieme temi importanti come la sostenibilità ambientale, la tecnologia, l’innovazione e anche lo spreco alimentare, perché l’imballaggio con tag, collegato ai frigoriferi intelligenti dei supermercati, possono anche segnalare la scadenza dei prodotti”.

In attesa dello sbarco sul mercato, con la ricerca di finanziatori per passare alla fase esecutiva “e abbiamo in mente, una volta affermatici a livello nazionale, di tentare la scalata alla distribuzione europea entro un anno, massimo due, lavorando sulla competitività del prezzo degli imballaggi, che sarà in linea con i sacchetti di plastica monouso”, aggiunge Vezzil, Papwa testa l’interesse della clientela in alcuni esercizi commerciali friulani ed è in trattativa con alcune catene della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) italiana.

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