10 Febbraio 2020

Il Mobile World Congress e l’effetto coronavirus

Alessandro Pulcini

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L’ultimo abbandono è stato quello di Amazon: un altro gigante che rinuncia al Mobile World Congress di Barcellona, la grande fiera di tecnologia mobile che ogni anno riunisce i maggiori player mondiali, e che si terrà (si dovrebbe tenere, se le defezioni degli espositori non la metteranno ulteriolmente a rischio) dal 24 al 27 febbraio. La causa è sempre la stessa: il coronavirus.

Per motivi di sicurezza e per paura dell’epidemia, le aziende stanno rinunciando, una dopo l’altra, a un evento fondamentale per l’industria della telefonia mobile. Finora, alla fiera di Barcellona hanno rinunciato anche Lg, Ericsonn, Hp, Nvidia e Asus. A questi si sono aggiunti anche Sony, Ntt Docomo, e Tlc communication che avrebbe però cancellato solo la conferenza stampa.

La defezione di Ericsonn è particolarmente significativa: era uno dei maggiori espositori. “Dopo un’approfondita valutazione interna dei rischi, Ericsson ha deciso di adottare ulteriori misure precauzionali ritirandosi dal MWC Barcelona 2020, il più grande evento nel settore delle telecomunicazioni”, hanno dichiarato gli svedesi, mentre il Gsma, che organizza l’evento, ha ammesso che la cancellazione di Ericsson sta già avendo un certo peso sul numero di partecipanti alla fiera e “potenzialmente avrà ulteriori impatti”.

Inizialmente si era parlato anche della rinuncia dei cinesi di Zte, che poi hanno specificato di aver annullato solo la conferenza stampa.

 

Zte specifica quali misure verranno adottate per garantire la sicurezza di visitatori e dipendenti; tra queste, i dipendenti cinesi presenti non dovranno avere avuto alcun tipo di sintomo nelle 2 settimane precedenti al congresso. L’azienda parla di 2 settimane di ‘self-isolation’, per i suoi dipendenti cinesi, e specifica che le misure di sicurezza riguardano anche i dirigenti, mentre lo staff che si occuperà della presentazione delle iniziative aziendali alla fiera proviene principalmente da Paesi europei, o comunque diversi dalla Cina.

L’associazione Gsma, che rappresenta gli interessi degli operatori di rete mobile mondiali, e che organizza la fiera, ha ringraziato sia Huawei che Zte, i due giganti cinesi dell’evento. Inoltre “conferma che alcuni grandi espositori hanno deciso di non venire alla fiera quest’anno, con altri che stanno ancora contemplando i prossimi passi, ci sono comunque più di 2.800 espositori”.

Le misure di sicurezza del MWC prevedono l’esclusione, scontata, di tutti i viaggiatori della provincia di Hubei, focolaio dell’epidemia di coronavirus; tutti i viaggiatori che sono stati in Cina dovranno dimostrare di essere stati fuori dalla Cina 14 giorni prima dell’evento (con timbro del passaporto, e certificato sanitario); verrà implementato lo screening della temperatura; i partecipanti dovranno autocertificare di non essere stati in contatto con nessuno infetto. Tra le altre misure, l’aumento del personale medico sul posto, la sterilizzazione e pulizia di tutte le superfici espositive più esposte al pubblico, la sterilizzazione dei microfoni e un apposito protocollo di comportamento per gli speaker. Un altro protocollo invece riguarderà tutti, speaker, espositori e visitatori: sarà fortemente consigliato non stringersi la mano.

Ma il mobile World Congress non è l’unico evento internazionale a subire le conseguenze dell’allarme coronavirus, come fa notare Fortune. Sta succedendo lo stesso a Integrated Systems Europe, fiera tecnologica internazionale di Amsterdam: LG, per esempio, ha rinunciato anche a questo evento. “Riconosciamo che LG e Iiyama hanno annullato e rispettiamo le loro decisioni”, hanno detto gli organizzatori. “Circa 50 aziende cinesi hanno dovuto ritirarsi a causa di restrizioni di viaggio e cancellazioni di voli. Ci sono ancora più di 1250 espositori che rimangono nella mostra e intendono rendere l’ISE 2020 un successo”.

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