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9 Marzo 2020

Wise Mind Place, un e-commerce per inventori

Chiara Baldi

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Una piattaforma delle idee: così si potrebbe definire Wise Mind Place (WMP), il primo ecommerce che vuol rivoluzionare la trasformazione tecnologica pur tutelando la proprietà intellettuale. “La nascita di WMP è un processo durato tre anni, in cui abbiamo sempre seguito un approccio di sviluppo che ci portasse a ottenere un’innovazione tutelata”, spiega Jessica Abbuonandi, founder e Ceo di Wise Mind Place.

Trent’anni, bolognese, Abbuonandi ha avuto diverse esperienze in campi completamente differenti, compreso quello artistico e immobiliare. Oggi lavora con un team di esperti che consigliano e guidano gli ‘aspiranti innovatori’ nello sviluppo dei loro progetti. “La nostra piattaforma conta a oggi 9 mila iscritti, cioè 9 mila persone che hanno delle idee e non sanno bene come svilupparle: noi le aiutiamo in un percorso che è anche molto lungo e non semplice”, racconta Abbuonandi.

Wise Mind Place funziona un po’ come un social network: ci si iscrive gratuitamente, si condivide la propria idea e si mettono in vendita le proprie invenzioni tutelandone la proprietà intellettuale tramite una speciale marcatura temporale con riconoscimento dell’autore della creazione, che si attiva legalmente nel momento in cui l’utente la richiede all’interno della propria bacheca. Uno strumento, chiarisce la Ceo, “utile per chi già avuto un brevetto o intende richiederlo, ma anche per chi non ce lo ha o per chi invece sta per ottenerlo”. Per quanto riguarda il settore dei brevetti, secondo uno studio dell’Ufficio Europeo dei Brevetti e dell’Ufficio Proprietà intellettuale dell’Unione Europea, le industrie ad alta densità di diritti di proprietà intellettuale generano, a livello europeo, il 42% dell’attività economica complessiva (circa 5.700 miliardi di euro all’anno), il 38% dell’occupazione (82 milioni di posti di lavoro) e i salari dei loro dipendenti sono il 46% più alti della media. Queste aziende hanno anche dimostrato una maggiore resilienza di fronte alla crisi economica.

Oltre ai privati, sulla piattaforma si sta creando una sezione che sarà rivolta anche a enti come università, hub, laboratori degli istituti di ricerca e chiunque si occupi in generale di trasferimento tecnologico. “Il nostro obiettivo – conclude Abbuonandi – è far coesistere, all’interno di un unico sistema, tutti i principali soggetti che oggi hanno un ruolo nei processi di innovazione”.

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