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Commissione Ue e Bce fanno loro parte ma tempo stringe

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I segnali che arrivano alla vigilia della riunione dell’Eurogruppo sono nel complesso positivi. La Commissione Ue e la Bce hanno scelto di fare fino in fondo la loro parte per sbloccare il pacchetto di interventi che serve a mettere in sicurezza l’economia europea. Ma il problema, decisivo, resta legato al fattore tempo. Servono decisioni in grado di accelerare procedure che sono ancora troppo lente, appesantite dal tentativo del fronte del Nord di allontanare il varo del Recovery fund, la gamba indispensabile per tenere insieme il Mes, il fondo Sure e l’intervento della Bei.

 

In una serie di documenti inviati all’Eurogruppo e al Mes, insieme a una lettera del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e del responsabile dell’economia Paolo Gentiloni al presidente Eurogruppo Mario Centeno, si vuole imprimere una svolta ‘politica’ alle resistenze tecniche. In particolare, su un punto cruciale: non servirà la Troika (Ue, Bce, Fmi) per il controllo sulle spese sanitarie legate ai fondi del Mes. La Commissione Ue, in particolare, non effettuerà nessuna missione ulteriore, oltre a quelle standard del Semestre europeo, per verificare le spese collegate al Mes, e non effettuerà alcuna richiesta di aggiustamento macroeconomico, nemmeno ex post, ai Paesi che chiederanno gli aiuti: è la cosiddetta sorveglianza light.

 

Altro tassello importante sono le parole con cui il presidente della Bce, Christine Lagarde, risponde alla sentenza della Corte Costituzionale tedesca che ha chiesto chiarimenti sul Quantitative easing. “Siamo un’istituzione europea con competenze sull’Eurozona. Rendiamo conto al Parlamento europeo e ricadiamo sotto la giurisdizione della Corte di giustizia europea”. Parole che portano alla conclusione che i mercati vogliono sentire. “Continueremo a fare tutto ciò che è necessario per soddisfare il nostro mandato. E proseguiremo così”. Soprattutto, le misure della banca centrale europea continueranno a essere “proporzionali rispetto alle circostanze, che sono eccezionali”.

 

Le posizioni messe in chiaro oggi non autorizzano a pensare però che la strada sia in discesa. Perché la situazione possa fare un deciso passo in avanti, serve una presa di posizione dell’Eurogruppo che non sia solo una generica disponibilità a percorrere una strada che non si immagina quanto possa essere lunga. Serve un impegno chiaro, con tempi certi. Il rischio di arrivare comunque troppo tardi si fa sempre più concreto.

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