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 125 anni di Inps, ente di welfare più grande in Ue

L’Inps festeggia 125 anni. Dalla fondazione della Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e per la vecchiaia degli operai, nel 1898, all’ente di welfare più grande d’Europa che è oggi, “la sua storia coincide con la storia dello Stato sociale in Italia”. E’ una storia che conferma l’indissolubilità di welfare e lavoro, e che scandisce l’espansione delle scelte di solidarietà. Il presidente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, Pasquale Tridico (nella foto in evidenza), ha aperto così le celebrazioni per l’anniversario. Alla cerimonia a palazzo Wedekind ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’evento è stato l’occasione per ripercorrere l’evoluzione del sistema di welfare nazionale verso un’universalità della protezione. Questo sistema, come ha affermato dal palco la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, “deve essere adeguato per poter rispondere alle sfide che la societa` e il mondo del lavoro stanno affrontando oggi e a quelle che percepiamo come imminenti” a partire dalla crisi demografica. Calderone ha sottolineato che al centro di tutto resti il diritto/dovere al lavoro che la Costituzione mette tra i principi fondamentali della Repubblica” e ha annunciato che è quasi pronta la riforma delle politiche attive.

“Abbiamo finito di mettere a punto tutta la macchina, cambierà il paradigma”, ha aggiunto a margine dell’intervento.. È stato invece incentrato sulla solidarietà il discorso della presidente della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra. La solidarietà come principio guida e chiave di volta “che serve a fare emergere le contraddizioni di una società solcata da divari e da crescenti diseguaglianze”.

Sciarra ha citato le sentenze con cui la Corte a Corte afferma la “universalizzazione” della tutela previdenziale per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inps. Guardando al futuro, Tridico ha dichiarato, parlando con i giornalisti: “la settimana corta di 4 giorni è una mia vecchia idea” ricordando gli studi che dimostrano come nei Paesi avanzati che l’hanno adottata, come l’Australia, la produttività è aumentata e che l’ultima riduzione dei tempi di lavoro in Italia risale al 1969-1970 con la conquista dei weekend.

Da allora il lavoro nel Paese è molto cambiato e anche l’Inps. Solo 20 anni fa, l’Istituto offriva prestazioni e servizi nell’ordine di qualche decina. Oggi ne gestisce oltre 400 a favore di 42 milioni di utenti, tra lavoratori, pensionati, famiglie e aziende, in condizioni ordinarie. E nella pandemia ha risposto in modo efficace ad un bisogno di sostegni senza precedenti per ulteriori 16 milioni di persone, rivelandosi – come ha rivendicato Tridico – “un pilastro imprescindibile nelle situazioni di emergenza”.

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