18 Maggio 2020

Ricostruzione, Malacrida (Adecco): A rischio 3 mln di posti/VIDEO

Alessandro Pulcini

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Nel medio termine, si rischia una perdita di “tre milioni di posti di lavoro”. Parte da questo dato Andrea Malacrida, amministratore delegato The Adecco Group Italia, per descrivere l’impatto dell’emergenza Coronavirus sull’economia e l’occupazione italiana. Con lui, per il progetto Ricostruzione di Fortune Italia, abbiamo parlato del ruolo della politica, degli aggiustamenti necessari per prepararsi al futuro, ora che entriamo nel pieno della fase 2, delle trasformazioni in corso nelle aziende e nella stessa Adecco, che sul mercato lavorativo può vantare un punto di vista privilegiato.

 

 

Dovremo cominciare ad abituarci a una nuova normalità, dice Malacrida, “caratterizzata sia dalle distanze fisiche in uffici e impianti produttivi, con i necessari adeguamenti delle distanze di sicurezza”, sia dalla distanza “dettata dalle geografie: è ritornata molto forte l’importanza delle regioni e del luogo di lavoro”. Per  quanto riguarda lo smart working, ha funzionato, ma c’è stato solo un adeguamento delle direttive. “Oggi dovremmo riscriverle, reinterpretarle e soprattutto misurarle”, aggiunge l’Ad.

 

Per quanto riguarda i trend lavorativi dell’emergenza Coronavirus, Malacrida sottolinea il boom del comparto logistico e dei trasporti e di quello medicale e della sanificazione. “Stiamo riscontrando un riadeguamento delle competenze e delle professioni in linea con le nuove modalità di lavoro, il che naturalmente comprende l’ambito informatico e digitale”. Il tema delle competenze, per Malacrida, è fondamentale: è convinto che il Governo debba ascoltare “gli addetti ai lavori” per preparare il percorso di riadattamento delle competenze di buona parte della popolazione, che probabilmente diventerà più difficilmente impiegabile in alcuni ambiti ma che è sicuramente “riqualificabile per altri settori”.

 

Anche su Adecco l’impatto dell’emergenza Coronavirus si è fatto sentire, ma i numeri ora si stanno stabilizzando. “Siamo riuciti a gestire tutte le attività di gestione e manutenzione del business. Abbiamo fatto migliaia di colloqui via video. Ma il mercato non è ancora pronto a portarsi totalmente sull’attività da remoto”.

 

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