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Scuola e lavoro dovrebbero essere un’ossessione

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Dovrebbero essere qualcosa in più di una priorità, una vera e propria ossessione. Scuola e lavoro sono i cardini di una società che funziona. E per provare a tornare alla normalità dopo l’epidemia del Coronavirus, nella fase 3, è su scuola e lavoro che si deve intervenire, per mettere in sicurezza il futuro delle persone, delle famiglie e delle imprese. Su tutti e due i fronti, non si sta facendo abbastanza.

 

Servono competenze e risorse. Idee, strategie, piani accurati, da una parte. Investimenti mirati su interventi immediati e su interventi strutturali, dall’altra.

 

Il decreto scuola approvato fa un passo avanti ma mancano ancora le linee guida indispensabili per far ripartire l’anno scolastico in condizioni accettabili. L’ostruzionismo di Lega e Fratelli d’Italia sul provvedimento varato serve solo a evidenziare, ancora una volta, l’incapacità di focalizzare l’azione politica sugli obiettivi irrinunciabili. Ma non si può non tacere la preoccupazione che cresce in ogni famiglia con figli, in attesa di indicazioni chiare e di decisioni che rischiano, inevitabilmente, di arrivare troppo tardi.

 

Servirebbe, su temi cruciali come la scuola e il lavoro, una zona franca, liberata dalla dialettica povera della polemica politica quotidiana, nella maggioranza prima ancora che nell’opposizione. Ma per avere la credibilità necessaria a imporla servirebbe un governo capace di prendere decisioni inattaccabili, puntando su tutte le risorse disponibili e tutta la capacità progettuale di cui dispone il Paese.

 

Il capitolo lavoro resta quello più esposto a una crisi che finora è stata solo arginata dai provvedimenti messi in campo. Limitati i danni, nonostante il ritardo accumulato, va costruita una politica in grado di fronteggiare l’ondata che si abbatterà sul mercato in autunno, quando gli ammortizzatori sociali avranno esaurito i loro effetti e le imprese dovranno fare i conti con le conseguenze strutturali sulla loro attività.

 

I bambini e i ragazzi devono tornare a scuola in sicurezza e vanno salvati più posti di lavoro possibile. Perché senza istruzione e senza occupazione non c’è futuro per nessuno.

 

 

 

 

 

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