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14 Ottobre 2020

Gli investimenti di Mirabaud tra diamanti sintetici e pelle cruelty free

Maria Elena Molteni

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(Luxury&Finance) – Italia e Francia sono i paesi ‘premium’ nei quali l’asset management Mirabaud intende investire, in particolare nell’ambito del lusso e del lifestyle. Due i fondi istituiti a questo scopo: il primo guarda ad aziende mature, il secondo a realtà disruptive e giovani. Quest’ultimo ha come obiettivo la raccolta di 200 milioni di euro con closing previsto nel 2021. E una linea guida: la sostenibilità. Lo evidenzia Renaud Dutreil, Head of private Equity di Mirabaud Am, in occasione della web conference ‘Mirabaud AM and the Road Ahead’. “In qualità di private equity -evidenzia – abbiamo la capacità di influenzare direttamente i board delle aziende in cui investiamo in merito alla sostenibilità, considerato che facciamo parte di quei board e che a volte ne possediamo anche le quote di maggioranza. E visto che ci occupiamo in particolare di lusso e lifestyle, è nell’ambito di queste aziende che portiamo le nostre istanze”.

 

L’attenzione di Mirabaud è rivolta soprattutto alle materie prime: “il modo in cui vengono ottenute e trasformate ha grande impatto sulla società e sull’ambiente” sottolinea Dutreil, rilevando che “spesso troviamo questo spirito negli imprenditori più giovani”. I fondi, in particolare, sono ‘Living Heritage Companies’ che investe su aziende mature e leader, e ‘Mirabaud Lifestyle Impact and Innovation’, più concentrato su nuove aziende, “che saranno leader nel futuro, create da giovani imprenditori che condividono i nostri valori di sostenibilità nel loro dna. Abbiamo già effettuato diversi investimenti dell’ambito del primo fondo. Per quanto riguarda il secondo fondo, invece, stiamo seguendo in particolare un’azienda, fondata da due ricercatori francesi che, con un’avanzatissima tecnologia a base di plasma, riescono a ricreare dei diamanti in laboratorio”. Diamanti ricreati artificialmente dunque che possono rappresentare una nuova frontiera nel mondo della gioielleria: “In questo momento ci troviamo in una fase molto entusiasmante – conferra Dutreil – in quanto il mercato sta imponendo nuovi standard, sta cambiando radicalmente: tali cambiamenti non hanno nulla a che vedere con i prodotti finali, che sono uguali in tutto e per tutto, ma con i valori che stanno dietro la loro produzione. Valori a cui i Millennial sono particolarmente attenti”.

 

Un’altra innovazione riguarda la pelletteria. “Una meravigliosa borsa di lusso può anche essere creata con pelle naturale ma senza implicare l’uccisione di un animale. Sfruttando le stesse tecnologie che vengono usate ad esempio nel reparto ustioni degli ospedali con la rigenerazione delle cellule staminali ora si può ricreare la pelle naturale di un animale preservandone l’esistenza” annuncia Dutreil, ricordando che “esistono delle aziende che possono ricreare la pelle in laboratorio. Siamo in stretto contatto con marchi del lusso e la vera rivoluzione è il loro desiderio di utilizzare queste tecnologie, sia per quanto riguarda la pelle sia per quanto riguarda i diamanti. Chiaramente, come investitori, possiamo destinare la raccolta dei nostri fondi verso queste società, e siamo in grado di negoziare con i board delle aziende in cui investiamo affinché valutino con attenzione i prodotti offerti da queste aziende disruptive, e intendiamo negoziare anche con le grandi aziende”.

 

Se, dunque “i paesi al centro della rivoluzione nei prodotti lifestyle sono storicamente Italia e Francia”, a questi “guardiamo con attenzione per trovare nuove società su cui investire. In particolare, in Italia abbiamo già rilevato diverse opportunità, con l’obiettivo di investire in aziende locali. Nutriamo grande rispetto per il mix di competenze artigianali e visione su design e innovazione di questo settore in Italia, concezione rivoluzionaria che rende il paese interessante per il futuro”.

 

Dutreil evidenzia anche come “il mercato del Private Equity si sia evoluto nel tempo, per arrivare a dare sempre più rilevanza alla sostenibilità e alla misurazione del suo impatto sul pianeta. Nel nostro approccio in particolare nei fondi dedicati al lifestyle, la sostenibilità è un pilastro fondamentale e non avrebbe senso senza la misurabilità dell’impatto legato alla produzione locale, alla valutazione dell’artigianato e all’emergenza di ecosistemi locali. Un chiaro esempio del nostro approccio potrebbe essere l’industria dei diamanti coltivati in laboratorio. Purtroppo, l’estrazione dei diamanti pone questioni importanti soprattutto sotto i profili della tutela dei diritti umani, della tracciabilità, e dell’impatto ambientale. Lo sviluppo dell’industria dei diamanti sintetici offre soluzioni sostenibili a queste tematiche consentendo non solo una significativa riduzione dell’impronta di carbonio ma anche ponendo fine alle condizioni di lavoro precarie e alle problematiche legate alla tracciabilità”.

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