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Dalla lattuga che ‘parla’ ai brevetti: cosa si può fare con la Blockchain?

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blockchain agrifood

Dalle etichette intelligenti che si possono apporre su qualsiasi prodotto (ma sono preziose nel settore agro-alimentare) ai brevetti di proprietà intellettuale da registrare in rete: oltre alle criptovalute, c’è un mondo intero che usa la catena dei blocchi. La versione completa di questo articolo, a firma di Carlotta Balena, è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo 2021.

 

NON SOLO BITCOIN. Ad appoggiarsi alla tecnologia blockchain c’è un mondo di aziende, servizi, professionisti. Blockchain significa non solo conoscere il nome del frantoio dove è stato prodotto l’olio che portate sulla vostra tavola, ma anche l’ora esatta in cui è avvenuta la molinatura delle olive. Significa non solo sapere il campo dove è stata coltivata la verdura che mangiate, ma anche il nome del contadino. Significa transazioni finanziarie, certo, ma anche certificati di proprietà intellettuale, impronte digitali univoche lanciate in una rete internazionale di nodi, molto prima di passare la trafila dei brevetti classici. Insomma, è una tecnologia destinata a velocizzare e rendere trasparenti, in maniera trasversale, numerosi settori.

 

Il mercato, in Italia, è entrato nel periodo di maturità. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, nonostante l’epidemia di Covid-19, e una fisiologica flessione, il settore registra una certa vitalità nelle iniziative e nella capacità di mettere a terra progetti internazionali. L’Italia è nella top ten mondiale dei Paesi con più iniziative sulle tecnologie blockchain, nonostante la frenata degli investimenti delle aziende. L’agrifood è il campo dove la tracciabilità consentita dalla tecnologia blockchain viene maggiormente utilizzata. Dopo le criptovalute, è il settore che sta più beneficiando della catena dei blocchi.

 

ETICHETTE SMART

Dal monitoraggio della qualità al contrasto alle frodi alimentari, la tecnologia dei registri distribuiti è stata adottata da diverse aziende. Anche la Fao, in uno dei suoi ultimi rapporti, ha sottolineato come questa tecnologia sia una grande opportunità per “raggiungere gli obiettivi di una crescita economica sostenibile nel settore agricolo, nello sviluppo rurale, e nella sicurezza alimentare” per rispondere agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda delle Nazioni Unite. Il modello peer-to-peer abilitato dalla blockchain promuove una interazione diretta e senza intermediari, con scambi più equi e con una tracciabilità che assicura fiducia e sicurezza nella lotta alle contraffazioni per quando riguarda il Made in Italy.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo 2021. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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