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Le tecnologie per arrivare alle emissioni zero ci sono già

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Tecnologie collaudate per arrivare nel 2050 a un sistema energetico a emissioni nette zero esistono già. E, insieme ad alcune che sono in fase avanzate del loro sviluppo, possono essere usate per arrivare a contenere l’aumento della temperatura terrestre sotto la soglia degli 1,5 gradi evitando lo scenario del riscaldamento globale irreversibile. A scriverlo è l’Irena, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, nel suo World Energy Transitions Outlook, del quale oggi ha presentato un’anteprima.

Secondo il report, l’energia rinnovabile, l’idrogeno verde e la moderna bioenergia domineranno il mondo energetico. L’outlook di Irena mostra le soluzioni di transizione energetica necessarie per lo stretto percorso che può portare a rispettare la famosa soglia degli 1,5 gradi ma anche la decarbonizzazione al 2050. Proprio tra trent’anni, il 90% di tutte le soluzioni di decarbonizzazione coinvolgerà l’energia rinnovabile. Attraverso la fornitura diretta di energia a basso costo, l’efficientamento delle reti, l’elettrificazione alimentata da fonti rinnovabili nell’uso finale e anche l’utilizzo dell’idrogeno verde. Il Carbon capture o Ccs (o, ancora, Ccus), ovvero le tecnologie di cattura e rimozione del carbonio, in combinazione con la bioenergia, forniranno le riduzioni di CO2 dell’ultimo miglio’, secondo il report di Irena.

Il report di Irena considera le tecnologie collaudate odierne, così come le tecnologie innovative che sono ancora in fase di sviluppo ma che potrebbero svolgere un ruolo significativo entro il 2050. Ad esempio, nel caso delle tecnologie di generazione di energia rinnovabile, le energie rinnovabili offshore come l’eolico offshore galleggiante e le tecnologie emergenti per l’energia oceanica potrebbero sostenere uno sviluppo sostenibile a lungo termine. Dal punto di vista dell’uso finale, l’innovazione si estende dai trasporti elettrificati (ad esempio Camion elettrici a lungo raggio) e e-fuel (come il metanolo a base di idrogeno verde) a processi di produzione alternativi nell’industria manifatturiera (come gli edifici intelligenti per la gestione energetica). Sono state escluse soluzioni speculative ancora in una fase iniziale di sviluppo.

Con le scadenze del 2030 dietro l’angolo, il report arriva in un momento critico per gli impegni globali sul clima. È un anno decisivo anche per gli appuntamenti internazionali sul tema: dall’High-Level Dialogue on Energy delle Nazioni Unite che si terrà a settembre alla conferenza sul clima di Glasgow, la COP26.

Per Francesco La Camera, Direttore Generale di Irena, “la finestra di opportunità per raggiungere l’obiettivo di 1,5 gradi dell’Accordo di Parigi si sta chiudendo rapidamente. Le tendenze recenti mostrano che il divario tra dove siamo e dove dovremmo essere non sta diminuendo, ma aumentando. Stiamo andando nella direzione sbagliata. Abbiamo bisogno di una drastica accelerazione delle transizioni energetiche per fare un’inversione di tendenza significativa. Il tempo sarà la variabile più importante per misurare i nostri sforzi”.

“Sebbene il percorso sia scoraggiante, diversi elementi favorevoli possono renderlo realizzabile”, ha aggiunto La Camera. “Le principali economie che rappresentano oltre la metà delle emissioni globali di CO2 stanno diventando carbon neutral. Anche il capitale globale si sta muovendo. Vediamo mercati finanziari e investitori che spostano il capitale in asset sostenibili. Il Covid-19 ha evidenziato il costo di legare le economie ai combustibili fossili e ha confermato la resilienza delle energie rinnovabili. Mentre i governi pompano ingenti somme in salvataggi e piani di recupero, gli investimenti devono sostenere la transizione energetica. È tempo di agire e i Paesi possono aprire la strada con politiche per un sistema energetico sicuro per il clima, prospero e giusto, adatto per il 21esimo secolo”.

Lo scenario di Irena di un mondo che al 2050 sia riuscito a mantenere gli impegni sul clima vede un triplicarsi del potere dalle energie rinnovabili. Inoltre stima un calo dell’uso di combustibili fossili di oltre il 75%. A ridursi più rapidamente sarebbero il consumo di petrolio e carbone. Il gas naturale dovrebbe raggiungere il picco dei consumi intorno al 2025: nel 2050 sarà proprio il gas il combustibile fossile più utilizzato.

I mercati finanziari riflettono questo cambiamento allocando il capitale lontano dai combustibili fossili e in asset sostenibili come le energie rinnovabili. Il declassamento dei combustibili fossili continua, con la quota dei titoli del settore dell’energia fossile nell’indice S&P è scesa dal 13% di un decennio fa a meno del 3% di oggi. L’energia pulita, nello S&P, è in aumento del 138% nello stesso periodo di tempo.

Tuttavia, secondo il report di Irena, gli impegni attuali sugli investimenti da parte dei governi non sono sufficienti. Le principali economie hanno annunciato pacchetti di stimolo economico che pomperanno circa 4,6 trilioni di dollari direttamente in settori rilevanti per la CO2, come agricoltura, industria, rifiuti, energia e trasporti, ma meno di 1,8 trilioni di dollari sono verdi.

Al contrario, gli investimenti nella transizione energetica dovranno aumentare del 30% rispetto agli investimenti pianificati per un totale di 131 trilioni di dollari da qui al 2050, corrispondenti a 4,4 trilioni di dollari in media ogni anno. I benefici socio-economici saranno enormi, per Irena, investire nella transizione creerà quasi tre volte più posti di lavoro rispetto ai combustibili fossili, per ogni milione di dollari di spesa.

Tra gli altri dati del report: attuare la transizione energetica di cui ha bisogno il pianeta significherà rendere l’elettricità il principale vettore energetico nel 2050, con una capacità di energia rinnovabile che si espande di oltre dieci volte nello stesso periodo. I trasporti vedranno la più alta crescita dell’elettrificazione con un aumento di 30 volte. Quasi il 70% delle riduzioni delle emissioni di carbonio nei trasporti proverrà dall’elettrificazione diretta e indiretta.

L’idrogeno verde, poi, emergerà come una delle principali fonti di elettricità, rappresentando il 30% del consumo totale nel 2050. La bioenergia combinata con le tecnologie di rimozione del carbonio (BECCS) sarà sempre più importante per l’industria pesante, per riuscire a ottenere ’emissioni negative’ a fronte di limiti molto severi sulle emissioni di carbonio.

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