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Pnrr, Messina: La rivoluzione digitale va anticipata, non subita

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Il Pnrr e il digitale: parla il sottosegretario al ministero dell’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Assuntela Messina. La versione completa di questo articolo, a firma di Barbara Acquaviti, è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno 2021.

IL Pnrr e la transizione digitale devono essere gli strumenti attraverso cui nei prossimi cinque anni l’Italia riduce le differenze tra i cittadini. Assuntela Messina, dal primo marzo sottosegretario di Stato al ministero dell’Innovazione tecnologica e la transizione digitale del governo Draghi, è convinta che questo obiettivo sia fondamentale. Ma anche che la ‘rivoluzione’ vada anticipata anziché subita e che il capitale umano resterà comunque centrale.

Quale deve essere secondo lei il ruolo della tecnologia e del digitale nel progetto di Paese al 2026 disegnato dal Pnrr?

Alla tecnologia è rimesso un ruolo di primissimo piano in questa importante fase di transizione. Lo dimostrano anche i numeri: più di 40 mld saranno dedicati alla trasformazione digitale del Paese, per rendere più innovative e competitive le nostre imprese e imprimere una svolta nel funzionamento della pubblica amministrazione e nelle sue relazioni con i cittadini. Il digitale è una straordinaria opportunità per garantire lo sviluppo culturale e sociale del Paese, oltre che quello economico. E il Pnrr mira proprio a questo, ad assicurare il salto necessario per permettere all’Italia di sfruttare appieno le sue enormi potenzialità. Ma il raggiungimento di questo traguardo passa inevitabilmente dalla riduzione dei divari digitali e dalla diffusione di una vera e propria cultura digitale. Altrimenti, il digitale sarà solo un nuovo fattore di esclusione sociale ed economica per tante persone. Questo non possiamo permetterlo.

Banda ultralarga, cloud e 5G offrono opportunità che vanno colte. Il nodo della Rete unica va sciolto, al di là degli assetti proprietari. Quali soluzioni vuole portare avanti il governo?

Il governo è concentrato sul raggiungimento di un obiettivo che è vitale per lo sviluppo dell’economia del Paese: diffondere la banda ultra larga su tutto il territorio nazionale. Per farlo si individueranno tutte le soluzioni più opportune sostenendo ogni tecnologia in grado di estendere la connessione veloce anche nelle aree più remote o a fallimento di mercato. Più del ‘come’, è fondamentale concentrarsi sul ‘quando’. Entro 5 anni l’Italia non deve solo recuperare i ritardi accumulati, ma raggiungere standard tali da porsi tra i primi posti nell’Ue per copertura e capacità di garantire servizi digitali a imprese e cittadini.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di maggio 2021. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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