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Il primo presepe, uno spettacolo unico al mondo

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Perché parlare di presepe ad agosto? Nel 2023 cadrà l’ottavo centenario del primo presepe, realizzato da San Francesco a Greccio, nella conca di Rieti, dove arrivò per la prima volta nel 1208 e l’ultima nel 1225, quando si operò agli occhi l’anno prima di morire. Il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha annunciato venerdì di aver firmato il decreto che istituisce il Comitato nazionale per le celebrazioni di questa storica ricorrenza, che ha una valenza iconica enorme per la produzione artistica e culturale che attorno al presepe si è generata nel corso dei secoli, e per il grande richiamo di persone da tutto il mondo che può adesso esercitare.

Lo scorso dicembre, in fase di conversione dell’ultima legge di Bilancio, la Camera dei deputati aveva approvato, grazie anche all’interessamento del collega presidente della Commissione Bilancio Fabio Melilli, un mio emendamento per istituire un Comitato nazionale per programmare iniziative di rilevanza internazionale in occasione degli 800 anni del primo presepe e a cui assegnare uno stanziamento di 3,9 milioni di euro fino al 2023. Il Comitato annunciato venerdì dal Ministro della Cultura tiene insieme le istituzioni locali, laiche e religiose, con profili nazionali: quelli di Franco Cardini, Laura Caruso, Cristiana Colli, Linda Di Pietro e Florinda Saieva.

Insieme al sindaco di Greccio, che avrà anche funzioni di presidente del Comitato, al sindaco di Rieti, a due esperti designati rispettivamente dalla Diocesi e dalla Provincia di San Bonaventura dei Frati Minori, al presidente della Fondazione Varrone Antonio D’Onofrio, e al Direttore generale Educazione, Ricerca e istituti culturali del ministero della Cultura Mario Turetta, ci saranno quindi uno dei maggiori medievisti di sempre, profondo conoscitore della storia del presepe, e con lui quattro professioniste di chiara fama e molta esperienza che si sono occupate negli anni di cultura, arte, rigenerazione urbana. Un mix originale e unico, che consentirà di mescolare professionalità diverse per provare a fare di Greccio 2023 un esperimento di bellezza senza precedenti. Tutto questo sulla scia dellincontro a porte chiuse che proprio un anno fa – a riprova che agosto è un buon momento per parlare di presepe!tenemmo a Rieti con esperti ed esperte da tutta Italia per provare ad immaginare un cammino verso il 2023.

Laura Caruso viene da San Sepolcro – area interna situata alla congiunzione tra Toscana, Umbria e Marche, terra di grandi tradizioni come quella espressa da Aboca con la sua cultura delle erbe medicinali – è co-direttrice di CasermArcheologica, una ex Caserma in disuso diventata luogo di riferimento per artisti, professionisti e tantissimi cittadini coinvolti nel processo di recupero e immaginazione del luogo e nella scommessa che sia possibile sperimentare forme innovative di apprendimento a partire dalle arti.

Cristiana Colli è giornalista, curatrice e ricercatrice sociale – studia, racconta, e accompagna i processi di modernizzazione che rigenerano il patrimonio storico pubblico e privato, e quello legato ai beni pubblici come beni collettivi competitivi. Ha lavorato su progetti site specific con tante istituzioni diverse, dal Museo di Capodimonte al Complesso della Pilotta a Parma, dai Musei Civici di Reggio Emilia a Casa Montessori a Chiaravalle. Dirige la rivista MAPPE e cura da oltre dieci anni l’evento-progetto Demanio Marittimo.Km-278.

Linda Di Pietro insegna progettazione culturale contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed è stata visiting fellowalla School of The Arts Institute di Chicago. Dopo aver guidato per anni il Centro Arte Opificio Siri (Caos) di Terni e aver curato il piano strategico di rilancio di ex Manifattura Tabacchi a Cagliari, è stata chiamata di recente a dirigere il programma artistico di BASE Milano, centro culturale parte dell’ex-Ansaldo, uno dei più importanti progetti di rigenerazione urbana in Europa.

Infine, Florinda Saieva ha fondato (insieme al marito Andrea Bartoli) Farm Cultural Park, rigenerando un cuore sperduto e isolato della Sicilia con tantissima arte contemporanea, una scuola di architettura per bambini, una scuola di politica per giovani donne, una biennale delle città, e spettacoli e performance di qualità tale da far diventare Favara, da periferia della periferia, un luogo iconico, studiato in tutto il mondo, che prima della pandemia era arrivato ad attirare fino a 100 mila turisti e che è oggi partner del progetto New European Bahuaus promossodall’Unione europea per riunire creatività e tecnologia.

Tutti insieme, gli undici membri del Comitato, avranno adesso fino a febbraio 2022 per definire nei dettagli il progetto e quindi il piano strategico delle attività da realizzare in occasione dell’ottavo centenario. La sfida non sarà solo quella di curare per bene alcune importanti iniziative e gestire oculatamente fondi pubblici, ma di alimentare una nuova spinta nel tessuto economico e sociale locale e regionale, e sollecitare interesse in tutto quello nazionale: ci sono tante industrie culturali e creative o imprese sociali da mobilitare in ogni parte d’Italia, così come nuove startup che potranno nascere attorno agli 800 anni del primo presepe. Greccio 2023 può diventare una grande vetrina e un buon laboratorio per fare le prove generali di un’Italia ripensata per il post-pandemia. Un luogo e un’occasione in cui richiamare e sperimentare le tecnologie più avanzate applicate alla cultura, all’arte, al paesaggio, alla trasformazione del cibo. Il miglior test che l’Italia potrebbe immaginare di fare nei prossimi due anni per vedere a che condizioni il turismo lento e la valorizzazione dei borghi, come pure una nuova economia civile, possano essere sottratti ai troppi documenti programmatici di tanti uffici pubblici per incarnarsi in nuove storie di impresa, innovazione e creatività.

Il decreto istitutivo del Comitato ripartisce le risorse tra iniziative culturali di risonanza internazionale, a cui destina il 30% dello stanziamento complessivo, e quindi 1,17 milioni di euro, e opere infrastrutturali strettamente necessarie per la realizzazione di queste iniziative, che avrà il restante 70% e quindi 2,73 milioni di euro. Greccio, tutto il territorio circostante e l’Italia meritano un palinsesto di rilievo globale. Bisogna realizzare un progetto che guardi, da un lato al lavoro dei Comitati per le celebrazioni dei centenari di Leonardo, Raffaello e Dante, e dall’altro a quellodelle capitali italiane della cultura – a partire dalla grande ispirazione che può fornire Procida, il cui curatore, Agostino Riitano, aveva partecipato alla giornata di lavori tenutasi un anno fa a Rieti per ragionare sul giusto livello di ambizione di Greccio 2023. Così da immaginare, progettare e realizzare un ibrido sui generis che partendo da un simbolo, da un’icona conosciuta in tutto il mondo, punti a stabilire un nuovo standard su come fare grande cultura e turismo di altissima qualità.

Greccio 2023 può avere non solo un risalto culturale, artistico, storico e chiaramente religioso, ma anche un valore geopolitico – il Comune è gemellato con Betlemme. Può attirare da tutto il mondo fedeli e laici di ogni generazione, a partire dai più giovani. Il presepe richiama la famiglia, in un’epoca di grande fragilità e frantumazione di ogni tradizione; richiama i profughi e le migrazioni, in un’epoca di grandi rimescolamenti e disperazioni; richiama le icone di ogni evo, da quelle bizantine a quelle contemporanee di Filippo Riniolo (foto); e ogni forma di rappresentazione dell’atto generativo per eccellenza, che è fisico prima ancora che metafisco, fatto di carne prima che di colori e di ogni altra materia prima. Nascita che si realizza e ripropone nei secoli sotto gli occhi stupefatti dei magi, e che nell’era contemporanea si fa impalpabile dentro i visori sui volti di Maria e Giuseppe del presepe di Federico Clapis (foto).

 

Filippo Riniolo, Mario Draghi, 2015

 

Federico Clapis, Searching for God, 2019.

 

Non era pensabile che risorse ingenti come quelle stanziate potessero finire in piccoli rivoli, in convegni e convegnetti poco utili, e neppure in iniziative anche meno effimere ma comunque dissociate e sottratte alla logica ferrea di una visione e di un progetto complessivo, fatto di partecipazione e ingaggio del territorio e di un racconto che arriva – diretto e potente, grazie alla bellezza di una messinscena culturale di altissima qualità – letteralmente dall’altra parte del mondo. Va dato atto al Ministro Franceschini di aver fatto un Comitato che non lascia dubbi: è di spessore, bilanciato per profili, provenienze e vocazioni, decisamente all’altezza – almeno sulla carta – della sfida enorme che ha davanti.

Dovrà adesso trovare, grazie all’intelligenza del suo presidente – il sindaco di Greccio Emiliano Fabi un suo modo di operare perché l’uso non convenzionale delle risorse porti allo stesso tempo ad una trasformazione definitiva di una porzione dell’Italia centrale e alla costruzione di un’esperienza capace di entrare nella storia delle migliori realizzazioni artistico-culturali a livello internazionale degli ultimi decenni.

Personalmente mi adopererò, come Parlamentare, a seguire il percorso di attuazione, affinché Greccio 2023 sia un altro di quei piccoli orgogli nazionali di cui tutta l’Italia ha così bisogno in questi anni combattuti tra vecchie complicazioni e nuove possibilità.

* Alessandro Fusacchia, deputato FacciamoEco

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